Il presidio
L’industria della carta si confronta al Miac
Apre al Polo Fiere la mostra internazionale del settore con oltre 150 espositori. Sul tappeto i problemi del settore legati a costi energetici e smaltimento
LUCCA. I numeri possono sembrare freddi, ma sono spesso utili, utilissimi, per descrivere una realtà. Lo sono certamente per illustrare l’impatto che ha sull’economia del territorio il cartario, un settore che nel nostro distretto (che comprende Lucca e la Piana, ma si estende sino alla provincia di Pistoia, con le aziende del Pesciatino) è fatto di 180 aziende, e che dà, direttamente, lavoro a 8mila persone. Un settore che (dato del 2015) ha prodotto un fatturato di 4,3 miliardi di euro, con un export di un miliardo. Questo “direttamente” come abbiamo sottolineato, perché poi c’è tutto l’indotto. In primis quello dell’industria che produce macchinari per le cariere, e che nel nostro distretto conta 20 aziende e 2mila addetti, con un fatturato di 700 milioni di euro e un export di 685 milioni.
Insomma, definire il cartario un settore “importante” per la nostra economia è a dir poco riduttivo. E poi c’è da sottolineare come, in tempi duri come quelli attraversati dall’economia globale e nazionale, questo settore abbia retto bene l’impatto della crisi, riuscendo anche a inanellare dei segni più. Tutto bene dunque? Sì, ma non bisogna fermarsi sugli allori. Serve sempre il confronto, la ricerca dell’innovazione e anche la caccia alle soluzioni per quei problemi che, comunque, non mancano. Tutti temi che saranno affrontati al Miac, la fiera del cartario arrivata alla sua edizione numero 23, e che da domani al 14 ottobre si svolgerà al Polo Fiere di Lucca. Per presentare la rassegna, che porterà oltre 150 espositori (per un terzo provenienti dall’estero), si è tenuta ieri una conferenza stampa a Palazzo Bernardini, con la vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Cristina Galeotti, i rappresentanti di Edipap (che organizza l’evento) Gianmaria Pfeiffer e Fabrizio Vallari, e con il vicepresidente di Assocarta Antonio Pasquini.
Nella sua introduzione Cristina Galeotti ha ribadito l’importanza del settore carta per l’economia lucchese, ma non ha anche evidenziato quelli che sono i problemi del settore: «Permangono criticità legate al costo delle materie prime e a una legislazione che non aiuta nello smaltimento (come nel caso del pulper), e anche questi saranno argomenti che si affronteranno al Miac».
Tornando ai numeri, infatti, nel distretto si consumano annualmente (escludendo l’autoproduzione energetica dal conto) 1,6 miliardi di chilowattora e 400 milioni di metri cubi di gas, tanto per far capire l’impatto che i costi dell’energia hanno sul settore. Di questo se ne parlerà in incontri specifici, perché a fianco della parte espositiva, come spiegato da Gianmaria Pfeiffer, sarà «molto ricca la parte convegnistica».
Antonio Pasquini ha poi spiegato come la particolarità della produzione del nostro distretto, concentrata sul tissue e sulla carta per il confezionamento (anche qui alcuni dati: nel distretto si produce un milione di tonnellate della prima e 950mila della seconda, con un’incidenza, rispettivamente, del 70 e del 40% sulla produzione nazionale), abbia in un certo senso fatto sentire solo marginalmente la crisi. Crisi che, invece, ha picchiato duro sulla produzione di carte grafiche. Ma restano da risolvere i problemi dei costi energetici e, soprattutto, dello smaltimento. Come quello per la lavorazione della carta riciclata, con le aziende che si devono far carico dello scarto non recuperabile, col costo che dal pubblico, dove finirebbe a cose normali, passa alle tasche del privato.
Luigi Spinosi
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