Il Tirreno

Lucca

Indagato per truffa l’ex assessore Enrico Luchi

di Gianni Parrini
La protezione civile di Auronzo di Cadore
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La protezione civile di Auronzo di Cadore

Denunciato dalla Protezione civile di Auronzo di Cadore per la vendita di 17 gilet ad alta visibilità poi mai arrivati

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LUCCA. Aveva preso accordi con la Protezione civile di Auronzo di Cadore, in provincia di Belluno: io vi fornisco il materiale di cui avete bisogno e voi mi pagate. Una normale transazione che invece si è rivelata una truffa. O almeno questo è il capo d’imputazione per cui è indagato un 51enne ben noto alle cronache lucchesi. Si tratta di Enrico Luchi, l’ex manager del comune di Lucca nonché assessore all’epoca dell’amministrazione Fazzi, con un trascorso anche da responsabile della sicurezza della Lucchese.

Lucchi è indagato per truffa a seguito di una denuncia presentata ai carabinieri di Auronzo di Cadore da Adriano Zanella, presidente della locale Protezione civile: «I fatti risalgono all’estate 2015 – racconta Zanella – Stavo organizzando una manifestazione e avevo bisogno di alcuni gilet ad alta visibilità. Navigando su Internet, ho trovato questo sito (protexmarket.com, ndr) che offriva proprio quello di cui avevo bisogno. Così ho mandato una mail all’indirizzo indicato e abbiamo iniziato a scambiarci messaggi mettendoci d’accordo sul numero di pezzi e sul prezzo. Un giorno mi è arrivata telefonata di questo signore: mi spiegava che i gillet erano pronti e con le scritte che avevo richiesto, ma prima di inviarmeli doveva ricevere il pagamento. Io mi sono fidato e ho detto alla banca di fare il bonifico (1.331,90 euro la cifra versata, ndr). Ma da quel momento non ho più saputo nulla: la merce non è mai arrivata e il signore con cui avevo parlato è diventato irreperibile sia via mail sia via telefono. A quel punto mi sono stufato e sono andato a fare denuncia ai carabinieri». Il fascicolo è arrivato sul tavolo della procura di Lucca, che ora ha chiuso le indagini. Il capo di imputazione è truffa: ora il pm dovrà decidere dell’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

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Non è la prima volta che Luchi viene coinvolto in vicende di carattere giudiziario: nel 2011 è stato condannato in via definitiva a 7 mesi per appropriazione indebita, con l’accusa di aver sottratto denaro dalle casse della Millennium service, società di servizi della Confederazione per le Misericordie. Nel 2006, invece, Luchi venne indagato in qualità di manager alla sicurezza del Comune di Lucca. La Procura aprì un fascicolo iscrivendo il suo nome a registro per una serie di reati che andavano dal falso al peculato d’uso, sino all’usurpazione di funzioni e all’abuso d’ufficio collegato con atteggiamenti di prevaricazione riconducibili al mobbing su agenti destinati ad altri incarichi. Tre anni e mezzo dopo Luchi venne condannato a un anno e sei mesi di reclusione per abuso d’ufficio, usurpazione di titolo e mobbing nei confronti di tre vigili e prosciolto dalle accuse di peculato d’uso e rivelazione di segreto d’ufficio. In Appello l’ex manager venne assolto da tutti i capi di imputazione, eccezion fatta per l’usurpazione di titolo che invece è andato prescritto. Ora questa nuova vicenda arricchisce il suo fascicolo.

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