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Ciancarella, «falsa la firma di Pertini»

Ciancarella, «falsa la firma di Pertini»

La decisione del tribunale sul decreto di radiazione del capitano impegnato a fare luce su Ustica

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LUCCA. Un nuovo capitolo nella vicenda di Mario Ciancarella, ex capitano dell’aeronautica e della strage di Ustica è stato scritto dal tribunale di Frienze. Che - secondo quanto rivelato dall’associazione “Rita Atria”, ha riconosciuta falsa la firma dell’ex presidente della Repubblica Sandro Pertini in calce al decreto con il quale Ciancarella veniva radiato dalle file delle forze armate.

Mario Ciancarella al momento della strage di Ustica (27 giugno 198o) era capitano pilota dell'Aeronautica, nonché leader del Movimento democratico dei militari (che nasceva dalla contaminazione delle forze armate con la cultura sociale e democratica). Convocato e ricevuto, nel 1979, al Quirinale dal presidente Pertini, insieme a Sandro Marcucci e Lino Totaro, Mario Ciancarella era divenuto referente delle rivelazioni da tutta Italia delle vere o false ignobiltà che si compivano nel mondo militare.

In questo contesto - spiega l’associazione “Rita Adria” -, «anche il maresciallo Mario Alberto Dettori, radarista a Poggio Ballone (base in provincia di Grosseto, ndr) la notte di Ustica, decise di fidarsi di lui e di confidargli: “Capitano siamo stati noi...”, “Capitano dopo questa puttanata del mig libico”. Mario Alberto Dettori verrà trovato impiccato nel 1987. Sbrigativamente chiuderanno la questione dicendo che si era trattato di un suicidio».

Per questo suo ruolo di esponente di punta Ciancarella divenne personaggio scomodo. E - secondo l’associazione - ci fu qualcuno «molto in alto» che falsificò, nell’ottobre 1983, la firma di Pertini sul decreto presidenziale di radiazione, copia del quale verrà consegnato a Ciancarella, su sua richiesta, soltanto nove anni più tardi, dopo la morte del presidente.

L'Associazione antimafie “Rita Atria”, «con orgoglio, da 22 anni (da quando è stata fondata), lotta accanto a Mario Ciancarella senza mai retrocedere di un solo passo. Nonostante tutto e tanti, troppi “consigli”». E ieri la decisione del tribunale civile di Firenze che ha « confermato i dubbidel capitano Ciancarella (e anche i nostri): la firma del presidente Pertini che compare sul quel decreto è un volgare falso. Tanto è stato accertato sulla base di due perizie - una di parte ed una disposta dal magistrato - che hanno potuto rilevare come il falso sia tanto evidente quanto eseguito con assoluta approssimazione».

Dettagli ulteriori saranno esposti in un incontro convocato, dall’associazione e da Mario Ciancarella, per il prossimo 22 ottobre. «per documentare quanto è accaduto, interrogarsi sui motivi che hanno potuto suggerire un simile scempio del diritto e prospettare le conseguenze politiche e giudiziarie del recente pronunciamento del Tribunale di Firenze. Di certo possiamo anticipare che in molti dovranno rileggere la storia del capitano Mario Ciancarella perché quella radiazione non solo ha distrutto la vita di un uomo onesto e di una famiglia perbene, ma è stata funzionale alla politica e non solo. Si comunica inoltre che l'avvocato dell'Associazione e della famiglia Lorenzini ha interrogato il Capitano Ciancarella depositando la trascrizione presso la Procura di Massa dove, su nostro esposto, nel 2012 è stata riaperta una indagine per fare luce sulla morte dell'ex Tenente Colonnello dell'aeronautica miliatre Alessandro Marcucci avvenuta il 2 febbraio 1992 mentre era al comando di un Piper in missione di avvistamento incendi per la Regione Toscana. Nel 1992 l'inchiesta aveva concluso che si era trattato di un "Incidente". Noi non siamo d'accordo. La famiglia Dettori, informata sui fatti, ha dichiarato che farà pervenire tutte le sue considerazioni e i commenti il giorno dell’incontro».

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