Il Tirreno

Lucca

Cade l’intonaco e tornano alla luce affreschi napoleonici

di Emanuela Ambrogi
Cade l’intonaco e tornano alla luce affreschi napoleonici

La scoperta nelle stupende sale di villa Webb a Bagni Virgilio Contrucci: «Servono fondi per recuperarli»

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BAGNI DI LUCCA. Cade a causa dell'umidità parte dell'intonaco a villa Buonvisi e appaiono tracce dal passato napoleonico. Ora la Vicaria Val di Lima chiede aiuto alla Amministrazione per dare il via a un progetto di recupero per una delle dimore più belle della Lucchesia. «È mai possibile che villa Webb, voluta dal cardinale Buonvisi, dove sono stati ospiti personaggi come la granducchessa Vittoria Della Rovere, sovrani dello spessore di Giacomo III Stuard con la moglie Maria Clementina Sobieska, Lord George Byron, Luciano Bonaparte, fratello dell'imperatore Napoleone, Francesco Redi, una villa che fu preparata appositamente per l'arrivo di Bonaparte e acquistata poi dal banchiere Webb (uno degli uomini più ricchi all'epoca) avesse le stanze completamente tinte di bianco?».

Si pone questa domanda Virgilio Contrucci, camerlengo della Vicaria Val di Lima che ha oggi nella storica residenza la sua sede, alla luce di una scoperta che lascia lui e gli altri appartenenti della associazione sconcertati: a causa dell'umido arrivato in questi ultimi tre giorni e alla successiva asciugatura sono caduti alcuni frammenti dall'intonaco nella sala grande che si trova al primo piano e nella stanza attigua, lasciando vedere tracce di tinteggiatura neoclassica appartenente probabilmente all'epoca napoleonica e che è possibile ritrovare. simile, nel palazzo Ducale e nella galleria Napoleonica alle Terme di Bagni di Lucca, dove ultimamente sono stati eseguiti lavori di ripulitura. «Non ho toccato l'intonaco - spiega Contrucci - per ovvi motivi. Ma mi rendo conto che qua sotto si nascondono uno o più strati di pittura. Credo però che occorra una grande opera di recupero per riportare la veste di questa storica stanza all'origine e lancio un appello alla amministrazione comunale perché cerchi fondi in modo da avviare un vero progetto di recupero. Con il restauro lo stabile prenderebbe un altro valore. Questa villa. che fu affittata a Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone (1800- 1810 circa), è stata anche sede della pensione Villa Margherita. All'epoca si pagavano per alloggiare 7,50 lire. Credete che gli ospiti arrivassero per alloggiare in stanze completamente tinte di bianco? Io no. Addirittura per l'arrivo del fratello di Napoleone, vedendo l'intonaco in cui si intravedono pezzi di una colonna, furono tinte anche le stanze della servitù».

La villa - aggiunge Contrucci, cultore della storia della cittadina termale - «fu acquistata dal Comune nel 1978. Iniziarono così i lavori: il tetto venne rifatto e le stanze furono rintonacate, ma non tutte completamente. Alcuni ex ragazzi che oggi sono ormai adulti, ma che hanno vissuto queste stanze dove per alcuni anni ci sono state le aule dellas scuola media, ricordano i soffitti dipinti a grottesche, uno stile napoleonico, quello neoclassico. Ora non c'è più niente».

L'intonaco nella sala grande al primo piano, dove al momento sono allestiti i vecchi giochi che venivano praticati al Casinò Reale a Ponte a Serraglio, è caduto a terra proprio tre giorni fa e Contrucci lancia l'allarme, dato che l'ultima imbiancatura risale a 30-40 anni fa, quando a villa Webb c'era l'asilo comunale. Le pareti sono infatti ricoperte da una tinta a smalto. su cui si possono ancora vedere scritture e scarabocchi. M« si nota bene, sotto la scrostatura, una fascia neoclassica che molto probabilmente gira lungo l'intera sala. «Lo smalto - prosegue il camerlengo - serviva perché i bambini non ci scrivessero sopra, presumo. Credo che sotto una pittura ad acqua di cale (veloce) come usava nell'800 possa nascondersi qualcos'altro. Gli ornati si riallacciano allo stile napoleonico, ma una vera opera di recupero raddoppierebbe sicuramente il valore dell’immobile. Occorrono soldi e persone specializzate nel settore». Il palazzo venne costruito fra il 1558 e il 1570 da una delle più ricche famiglie lucchese, i Buonvisi. La proprietà passò poi nel 1812, estinto il casato Buonvisi, a John Webb. un ricco banchiere inglese che abitava a Livorno. Passò poi per successione alla famiglia Pergola di Lucca e nell'800 fu trasformato in albergo, col nome di Pensione Villa Margherita, la più costosa di Bagni di Lucca. Negli anni è divenuta colonia estiva, sede dell'istituto per l'avviamento professionale e successivamente scuola Media inferiore. Nel 1978 l'edificio passò al Comune, che lo restaurò e lo utilizzò come scuola materna. Recentemente, durante la rassegna del Teatro della Scuola, è stato sede di momenti di incontro fra le varie scuole provenienti da tutta la regione e oggi è sede della Vicaria Val di Lima.

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