Il Tirreno

Lucca

«Forse all’epoca sono stato troppo ottimista»

Parla Antonio Tognarelli, l’ex sindaco che avviò il progetto nel 1983 senza mai renderlo funzionante

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PIEVE FOSCIANA. Non fa un passo indietro. Anzi, forse ne compie un paio avanti accusando chi, secondo lui, non ha completato l’opera da lui iniziata. Anzi, gli amministratori di Pieve Fosciana dal 2001 fino ad oggi avrebbero «volontariamente lasciato marcire nel degrado l’edificio che ormai era completato».

L’ex sindaco di Pieve Fosciana Antonio Tognarelli, primo cittadino del Comune garfagnino dal 1983 al 2001, non ci sta a passare come il responsabile di una scelta che peserà sulle tasche dei pievarini fino al 2034. «Lo stabile è perfetto dal punto di vista statico, c’è una platea di cemento armato costruita su fondamenta che possono tranquillamente resistere anche in un terreno argilloso e in movimento come quello nella zona del laghetto termale - spiega Tognarelli -. Vero, le terme non sono mai entrate in funzione ma non per problemi di stabilità del terreno, quanto per problemi di burocrazia da un lato e di problemi con le ditte che hanno costruito i vari lotti dell’edificio». Una causa è stata pure vinta dal Comune proprio con una ditta. «Una cifra di poco inferiore ai 200 milioni di lire a metà anni Novanta e che poteva essere utilizzata per pagare la manutenzione o parte del mutuo. Chi ha fatto opposizione negli anni della mia amministrazione, forse, non aveva la mia ambizione di vedere realizzate le terme a Pieve Fosciana. Si è sempre opposto e, quando nel 2001 ho perso le elezioni per pochi voti, ha deciso di abbandonare il progetto. Ora preda di vandali, quando mancava poco al suo completamento».

In realtà qualche problema in più c’è stato e anche in tema di responsabilità politiche Tognarelli deve fare mea culpa.

«Avevo l’ambizione di dare una grande opportunità di sviluppo al nostro Comune - afferma l’ex sindaco -. Mi resta il grande rammarico di non essere riuscito per vari problemi a completare l’opera nei miei 18 anni di mandato. In molti ci hanno messo i bastoni tra le ruote. Devo ammettere, forse, di essere stato troppo ottimista. Ma bisogna esserlo, ci vuole entusiasmo e anche coraggio per dare il via a progetti che guardano anche al futuro delle generazioni». Un sogno, però, naufragato. E per il quale proprio le nuove generazioni dovranno pagara. (a.b.)

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