Il presidio
Antidepressivi, alcolici e “canne” le sostanze (ab)usate dai lucchesi
Il nostro territorio supera le medie regionali per consumo di farmaci e liquori, soprattutto tra i giovani Il responsabile della Salute mentale: «La nuova cannabis è pericolosa: aumenta gli scompensi psicotici»
LUCCA. Sopra la media per l’utilizzo di antidepressivi e il consumo di alcolici fra gli adolescenti. Con un aumento degli episodi psicotici dovuti alla cannabis: uno spinello di oggi è dieci volte più forte di quelli che si “fumavano” anni fa. È questa la fotografia della situazione lucchese scattata dal dottor Roberto Sarlo, responsabile del dipartimento di Salute mentale del San Luca. Sono 4.800 i pazienti visitati dalla struttura (20 gli psichiatri), di cui 2.300 in cura. «Una media più alta del normale – spiega il medico – I problemi maggiori? Schizzofrenia, depressione, disturbo bipolare. Ma in questo settore si parte dalla considerazione che non ci sono patologie minori. Anche la semplice ansia è invalidante per chi la prova». Da qualche mese il 62enne originario di Fornaci è stato chiamato a estendere il suo operato oltre i confini di Lucca. La direttrice della super Asl Maria Teresa De Lauretis lo ha nominato responsabile dell'organizzazione territoriale della "Salute mentale e delle dipendenze" su un territorio che abbraccia le cinque vecchie aziende sanitarie (da Massa a Livorno).
La doppia diagnosi. «Uno dei problemi - spiega il dottor Sarlo - è quello dei pazienti con un disturbo mentale associato a uno derivato dall'uso di sostanze. La cosiddetta “doppia diagnosi” risale agli anni '70 ma questi due ambiti di sofferenza si sono incontrati solo con la chiusura dei manicomi. Sempre più spesso i pazienti ricoverati nelle nostre strutture manifestano una duplice patologia e vanno trattati di conseguenza».
I nuovi spinelli. C’è un altro pericolo che incombe sulla popolazione lucchese, soprattutto tra i giovani. «Con la diffusione delle nuove sostanze di abuso – spiega Sarlo – abbiamo avuto un aumento degli scompensi nei pazienti psicotici. Per intenderci, gli spinelli di oggi non sono quelli di dieci anni fa. I principi attivi sono maggiormente concentrati e in più ci sono additivi che ne prolungano gli effetti di intensità, durata e resistenza ai trattamenti farmacologici». Per “disturbo di tipo psicotico” si intende una percezione abnorme della realtà circostante. Percezione che può includere anche fenomeni allucinatori. «I soggetti a rischio – conclude Sarlo – sono prevalentemente giovani tra i 20 e i 40 anni. Spesso hanno “crisi clastiche” in cui sfogano l’aggressività contro le cose e le persone. Il problema è che nella nostra Asl c’è carenza di spazi – anche mobili – per ricoverare minorenni che incorrono in queste crisi».
I mali sociali. Altra nota triste è quella che riguarda i suicidi. A Lucca la media è di 15 l’anno. «Il dato è stabile – spiega il dottor Sarlo – Ci sono studi che dimostrano come la maggior parte dei suicidi riguardi soggetti che nei giorni precedenti sono stati visti da uno psichiatra. Questo la dice lunga sulla difficoltà di prevenire. Le cause di simili accadimenti, oltre che da situazioni psicopatologiche, spesso sono individuabili nei cosiddetti “mali sociali”: insicurezza lavorativa, crisi della famiglia, perdita degli ancoraggi metafisici, anestesia affettiva. Stiamo assistendo a un generale indebolimento dell’Io e della capacità di sopportare la sofferenza». Questi mali hanno toccato anche Pasquale Russo, l’uomo accusato di aver dato fuoco a Vania Vannucchi, la donna uccisa ad agosto al Campo di Marte: «Era venuto da noi e gli avevano prescritto alcuni farmaci antidepressivi, ma non era un paziente in carico. Ho parlato con il medico che l’ha visitato: purtroppo non c’era niente che lasciasse presagire un simile comportamento». E qui si entra in un tema caro a Sarlo: «Purtroppo lo stigma della violenza colpisce soprattutto i malati – spiega – Invece è bene chiarire che l’origine dell’aggressività non sta sempre nella patologia mentale, ma ha altre origini, spesso sociali. Per questo è ravvisabile sia nelle persone sane, sia in quelle malate».
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