Il presidio
Muore a 31 anni in casa: tanti dubbi sulle cause
Matteo Simonini trovato nel suo appartamento di Milano dai carabinieri. Da qualche giorno lamentava mal di testa e febbre ed era stato all’ospedale
GALLICANO. Una morte improvvisa, che lascia aperti tanti interrogativi,si è portata via una delle migliori espressioni artistiche di Gallicano e della Valle. Matteo Simonini, 31 anni appena compiuti, è stato trovato morto ieri mattina nella sua casa di Milano, città che lo aveva accolto a livello professionale, stroncato da un malore che solo l'autopsia riuscirà a chiarire.
Simonini aveva spento le 31 candeline proprio martedì e nel capoluogo meneghino lavorava da anni in Rai come fotografo e realizzatore grafico, diventando presenza fissa nei programmi di punta di Rai2, tra cui “The Voice” condotto da Raffaella Carrà.
Simonini, conosciuto anche su Facebook come “Il Tadde”, tornava regolarmente nel suo paese. La notizia della sua morte, scoperta ieri mattina, ha gettato nella disperazione tutti gli amici del paese, e i suoi parenti, visto che nessuno lasciava presagire una fine così.
Da qualche giorno Matteo Simonini lamentava dolori alla testa e febbre, e secondo la ricostruzione dei carabinieri, nei giorni scorsi si era recato al policlinico “Sacco” di Milano. I suoi malesseri, però, non erano stati giudicati gravi dai sanitari, che quindi l’avevano rimandato a casa.
Mercoledì mattina è scattato l’allarme. I familiari, che non lo sentivano da qualche ora e che sapevano non stava in perfetta forma, si sono allertati e hanno chiamato i carabinieri di Lucca. I militari si sono messi in contatto con i colleghi milanesi che sono arrivati insieme ai Vigili del fuoco davanti al suo appartamento di via Tavazzano, zona ovest della metropoli lombarda. Quando i pompieri hanno sfondato la porta, la tragica scoperta del corpo senza vita del giovane fotografo. Inutili i soccorsi, e ai carabinieri non è rimasto altro che dare la tristissima notizia ai familiari.
Ci sarà, tuttavia, da dare una ragione, un nome al terribile malore che si è portato via Matteo. In molti hanno subito pensato a un caso di meningite, ma dalle strutture sanitarie lombarde non arrivano conferme: queste, se ci saranno, potranno essere consegnate soltanto dall’autopsia che è stata disposta sul corpo del giovane, anche per dare una risposta alla famiglia.
A Gallicano lascia il padre Franco (conosciuto dipendente dello stabilimento Kme), la madre Maria Teresa e la sorella Sara, oltre che le due amatissime nipotine. Matteo Simonini era un artista a tutto tondo, e soprattutto un grande studioso: diplomatosi col massimo dei voti all'Ipsia “G. Simoni” di Castelnuovo Garfagnana, ha poi assecondato la sua passione per l'arte, in primis cinema e teatro.
E così, dopo la laurea brillante in Cinema e Video all'Università di Pisa, collabora col Florence Korea Film Festival, con Effetto Espanso a Pisa e col famoso fotografo vergemolese Stefano Tommasi.
Nel 2013 la grande occasione, la chiamata della Rai, con cui svolge il master post universitario in Multimedia Content Design occupandosi di video editing e compositing, e poi il lavoro negli studi milanesi della Tv di Stato.
La notizia della sua morte ha fatto il giro del web, e si è immediatamente diffusa su Facebook. Tuttavia, la compostezza ha avuto la meglio anche in rete, visto che in segno di rispetto per la famiglia, la gente non ha voluto dare dettagli su quanto accaduto. I funerali saranno celebrati a Gallicano, paese natale di Matteo, dove passava tutte le estati con gli amici di infanzia. Il giorno delle esequie, sarà fissato non appena i magistrati daranno il via libera, dopo gli esami autoptici per stabilire le cause della morte.
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