Il Tirreno

Lucca

Roghi di sterpaglie (e non solo) e l’aria nella Piana è irrespirabile

di Nicola Nucci
Roghi di sterpaglie (e non solo) e l’aria nella Piana è irrespirabile

Scaduto il divieto della Regione e in attesa di quello antismog si possono bruciare le ramaglie Ma a giudicare dai cattivi odori c’è chi usa i falò per smaltire plastica oltre agli scarti vegetali

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CAPANNORI. Un odore pungente, che prende alla gola e al naso. Un fortissimo odore di bruciato, come fosse plastica, è segnalato in diverse zone di Capannori e Porcari. L'allarme è scattato nelle ultime serate con comprensibile apprensione dei residenti costretti a tenere le finestre chiuse. Diverse le versioni, ma la maggior parte dei cittadini è propensa a pensare al classico odore frutto di falò accesi da qualcuno per "fare pulizia". Questo tra l'altro è proprio il periodo delle potature e nei campi si usa smaltire le sterpaglie attraverso il fuoco. Una pratica antica sul territorio della Piana, soprattutto nell'attività contadina. Ma in alcuni casi probabilmente non si bruciano solo sterpaglie e sfalci, ma anche altri materiali. Altrimenti non si spiegherebbe questo odore che, soprattutto al calar del sole, rende l'aria irrespirabile.

Tante le segnalazioni sul territorio di Capannori, a Verciano e San Martino in Colle, frazione quasi al confine con Montecarlo. Cui si aggiungono altre lamentele, non nuove, a Porcari, nella zona di via Romana Ovest, via Ciarpi e in località Fratina, fino al confine con Capannori. Un fenomeno quindi diffuso e sul quale incide anche la direzione del vento.

L'assessore all'ambiente del Comune di Porcari Leonardo Fornaciari annuncia controlli: «Come sempre di fronte alle segnalazioni faremo delle verifiche per capire l'origine di questo odore, probabilmente si tratta di roghi accesi da qualcuno per bruciare delle potature».Un odore però scollegato dalla puzza avvertita nella zona di Salanetti, tra Porcari e Capannori che ha martoriato i residenti. E che sembra essersi ridimensionata, almeno stando al Comune, dopo i controlli per diverse sere effettuati dai vigili e del personale dell'Anpana. Tornando ai falò usati per smaltire le sfalci, ramaglie e potature in questo momento però i vigili possono farci poco. Il divieto di accendere roghi imposto dalla Regione Toscana, per motivi di sicurezza contro il rischio incendio, è ormai scaduto da due settimane (inizialmente doveva terminare il 31 agosto, poi, visto il perdurare di condizioni meteo estive, era stato prorogato al 15 settembre).

Poi c’è o, meglio, ci sarà l’altro divieto, quello dettato dalla piano antinquinamento inserito nel Pac (il paino di azione comunale) che interessa tutta la piana, ma che vieterà l’accensione di fuochi solo a partire dal prossimo 30 ottobre.

Insomma, in questo momento siamo proprio nella finestra utile, per chi ha appezzamenti di terreno, per liberarsi degli scarti vegetali. Un tempo limitato, appena un mese e mezzo, che coincide anche con il periodo di raccolta delle olive (con relative potature da eliminare), del quale in tanti approfittano. Compreso chi, a giudicare dall’odore, non ha solo sterpaglie da eliminare.

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