Il presidio
Grande viabilità e facilitazioni col pulper
Confindustria chiede la collaborazione delle amministrazioni comunali su questi due aspetti, fondamentali per il futuro
LUCCA. Potenziamento della rete viaria e progetti reali per la trasformazione del pulper attraverso la termovalorizzazione.
Secondo gli esponenti di Confindustria Toscana Nord è su questi due aspetti in particolare che occorre insistere per agevolare la vita e consolidare il futuro delle maggiori attività industriali della Lucchesia. Senza toni polemici ma in pieno spirito di collaborazione. È quanto emerge dalle dichiarazioni di Cristina Galeotti, vicepresidente degli industriali delle tre province toscane di Lucca, Prato e Pistoia.
«Siamo consapevoli - spiega Galeotti - che il nostro territorio ha caratteristiche morfologiche particolari, che difficilmente si possono cambiare. Il primo studio sulla viabilità e sui necessari cambiamenti da apportarvi è nostro e risale al 1959. Ovviamente siamo favorevoli a un potenziamento della viabilità», spiega facendo riferimento al progetto degli assi viari che non più tardi dello scorso agosto ha ricevuto le rassicurazioni del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio arrivato di persona a Lucca.
«Nel frattempo - aggiunge Galeotti - le aziende si sono organizzate per far fronte ai problemi della viabilità. Se gli assi viari saranno mai realizzati sarà un vantaggio per tutti, porterà una qualità di vita e di lavoro migliori. L’importante è partire: mi auguro che non ci saranno ostacoli, a Lucca nascono comitati anche contro il sottopasso...».
L’altro fronte su cui Confindustria chiede collaborazione alle amministrazioni comunali è quello ambientale.
«Il problema dello smaltimento del pulper - sottolinea la vicepresidente - oltretutto va a colpire aziende che hanno un atteggiamento virtuoso, quelle che lavorano la carta da macero. Il pulper deriva dallo scarto, all’incirca del 7%, della raccolta differenziata. Soprattutto si tratta di rifiuti di plastica, legno e ferro. Quando esce dall’azienda il pulper viene considerato un rifiuto e le nostre aziende hanno difficoltà a smaltirlo, mentre invece in altri paesi dell’Europa lo stesso pulper viene utilizzato per la termovalorizzazione: da noi invece il recupero energetico non è mai stato contemplato, è impossibile».
«In questo periodo - aggiunge Cristina Galeotti - l’azienda Selene di Lucca ha dato il via a un progetto di stampaggio a freddo di materie plastiche derivate dal pulper. Per ora sono stati realizzati soltanto prototipi: il progetto di trasformazione potrà partire a tutti gli effetti nel giro di un paio di anni», anticipa.
Il pulper nota dolente per le cartiere come la marmettola per le cave.
«Anche la marmettola - spiega infatti Fabrizio Palla di Confindustria, imprenditore versiliese che rappresenta il settore lapideo (è il titolare di Savema spa, ndr) - è sempre stata considerata un rifiuto speciale, perché nella normativa c’era scritto che il poliacrilammide doveva essere assente per non essere considerato tale. Una normativa incomprensibile visto che di questa sostanza si trovano tracce in moltissime composizioni».
Adesso però le cose sono cambiate.
Come spiega lo stesso Palla, più o meno tre anni fa «Confindustria rappresentò al ministro Delrio questo problema. In un recente collegato ambientale dell’ultima finanziaria è stata introdotta una nuova normativa in base alla quale la marmettola non è più considerata un rifiuto speciale ma un materiale che può essere utilizzato per il riempimento».
Barbara Antoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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