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Scuola, aggredita da un gruppo di coetanee fa intervenire il babbo
Lucca, momenti di tensione davanti a una scuola superiore: arriva la polizia. Il racconto della mamma della ragazzina presa di mira dai bulli
LUCCA. L’hanno presa di mira e non si sono fatte scrupolo della presenza della madre, che l’aveva accompagnata a scuola per proteggerla da quelle compagne un po’ “bulle” che già sabato l’avevano aggredita verbalmente, minacciando una prossima resa dei conti. Così in soccorso della ragazza è arrivato anche il padre e gli animi si sono surriscaldati. Alla fine c’è voluto l’intervento di una volante della polizia per riportare la calma. Il bilancio è positivo: non è successo niente di clamoroso e qualcuno lo classificherebbe come un episodio di poco conto, di quelli che nelle scuole sono sempre accaduti e sempre succederanno. Non per questo va sottovalutato o passato sotto silenzio: l’indifferenza è terreno fertile per il bullismo. Al contrario, il controllo sociale è un valido deterrente contro i prepotenti.
Il fatto è avvenuto in una scuola superiore di Lucca di cui non forniamo il nome perché le protagoniste del fatto sono tutte minorenni. Da alcuni giorni un gruppetto di ragazze di 15-16 anni, tutte lucchesi, ha preso di mira una coetanea, anche lei lucchese ma la cui famiglia è di origini straniere. I motivi sono apparentemente futili: «So che hai parlato male di me, ora regoliamo i conti». Non è da escludere che in mezzo ci siano questioni di “fidanzatini”. Fatto sta che la ragazza ha preso sul serio queste intimidazioni e ne ha parlato ai familiari. Sabato mattina il padre si è presentato alla caserma dei carabinieri per segnalare che la figlia era stata minacciata da un gruppetto di coetanee. Un modo per informare le forze dell’ordine e magari ricevere consiglio: ma nessuna denuncia è stata presentata.
Al rientro dopo il weekend, la ragazzina “bullizzata” si è fatta venire a prendere dalla madre, pensando che la vista del genitore quietasse i bollenti spiriti delle agguerrite compagne. Niente da fare. All’uscita da scuola, l’hanno circondata. Erano una decina, e lei in mezzo con una sola amica a farle da spalla. «Quando ho visto quello che stava accadendo sono andata a proteggere mia figlia – racconta la madre – Niente da fare, hanno circondato anche me e non hanno esitato a minacciare mia figlia. A quel punto ho chiamato mio marito per farlo intervenire in nostro soccorso».
Il padre della ragazza ha lasciato il lavoro e si è presentato davanti alla scuola. Qui ha avuto un acceso diverbio con le ragazzine che molestavano la figlia. Pare sia volata anche qualche parola di troppo, almeno così raccontano alcuni testimoni. L’uomo ha chiamato anche una volante della polizia che, intervenuta sul posto, ha raccolto le testimonianze di entrambe le parti. «Cosa dovevo fare? – dice il padre della ragazza – Mia figlia è stata aggredita e la presenza di mia moglie non è servita a calmare gli animi. Non so più come comportarmi: ho parlato con la vicepreside dell’istituto, ma trattandosi di episodi avvenuti fuori dalle mura scolastiche dice che non può intervenire. Io mi ero già rivolto ai carabinieri e ora andrò a fare denuncia alla polizia». La ragazzina assiste al racconto impaurita e un po’ imbarazzata. «Dicono che ho messo in giro delle voci e vogliono vendicarsi. Picchiata? No, per ora no...». Al momento nessuna delle parti in causa ha presentato denuncia. E ci auguriamo che non ce ne sia bisogno.
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