Il presidio
Va deserta la prima asta per l’ex provveditorato
LUCCA. È andata deserta la prima asta per la vendita di Villa Giurlani. Nessuna offerta, infatti, per l'edificio in stile liberty per il quale la provincia di Lucca aveva fissato un prezzo base di 3.4...
LUCCA. È andata deserta la prima asta per la vendita di Villa Giurlani. Nessuna offerta, infatti, per l'edificio in stile liberty per il quale la provincia di Lucca aveva fissato un prezzo base di 3.415.000 euro. La scadenza era fissata per il 30 settembre, ma nessun compratore si è fatto avanti per gli edifici dell'ex provveditorato in viale Barsanti e Matteucci.
Quello di Villa Giurlani è un vero e proprio "gioiello" della provincia di Lucca, uno dei tanti in stile liberty che contraddistingue la Circonvallazione e la primissima periferia fuori dalle Mura. Edificio ormai inutilizzato dall'autunno 2014 quando gli uffici dell'ex provveditorato vennero spostati nella sede che occupano attualmente in piazza Guidiccioni (ex sede della defunta Apt).
Dell'alienazione della villa si parlava, in realtà, da molto prima. Una struttura inadeguata ad ospitare l'ufficio pubblico e, soprattutto, in condizioni precarie. La parte posteriore dell'immobile richiede interventi strutturali importanti e anche i costi dei lavori di ripristino dell'ex provveditorato potrebbero aver tenuto alla larga in questa prima asta i possibili compratori. C'è, poi, un problema legato alla destinazione urbanistica, attualmente catalogata a uffici pubblici. Un soggetto interessato all'acquisto, infatti, vorrebbe utilizzare con molta probabilità villa Giurlani in chiave residenziale o alberghiera.
La vendita dell'ex provveditorato, però, potrebbe non essere l'unica operazione di questo tipo da qui ai prossimi mesi. Non solo e non tanto perché i soldi freschi delle alienazioni potrebbero essere ossigeno per le asfittiche casse di palazzo Ducale. La vera partita, infatti, sta sul resto dell'enorme patrimonio immobiliare della Provincia, ente del quale il referendum costituzionale del prossimo autunno potrebbe sancire la dipartita. Fra gli immobili per i quali da tempo si immagina l'alienazione c'è la sede della questura in viale Cavour: una partita legata a doppio filo con il futuro del Campo di Marte, visto che la polizia dovrebbe (o meglio, potrebbe) trasferirsi proprio all'interno dell'ex ospedale, liberando l'edificio a due passi della stazione. Che, però, potrebbe non essere messo all'asta, ma finire in permuta alla Regione che poi ne curerebbe la vendita. Un caso a parte è quello dell'enorme palazzo Ducale: in caso di "venuta meno" della Provincia tutto si riaprirebbe sul futuro del complesso sul quale aveva messo gli occhi anche il Comune per farne la propria sede istituzionale.
«Non vogliamo che l’edificio resti una cattedrale nel deserto - ha affermato l’assessore provinciale al patrimonio Alberto Braccini -. Per questo presto ci sarà un’altra asta di vendita». Forse tra un mese, con un valore che non dovrebbe scendere comunque sotto i 3 milioni di euro. Anche se la terza asta sarà, forse, quella decisiva per la vendita. (a.b.)
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