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Lucca

La Garfagnana trionfa al Salone del gusto

La Garfagnana trionfa al Salone del gusto

Migliaia di assaggi per farro, polenta, prosciutto bazzone. E c’è il primo champenoise della valle

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LUCCA. Nel primo giorno di Salone, quello meno affollato, i numeri sono stati da boom. Lo stand della Garfagnana sistemato al parco del Valentino ha distribuito 1000 assaggi di polenta col sugo e qualcosa come 2500 assaggi di minestra di farro. Non solo. A questi vanno aggiunti 300 piatti (a pagamento) di zuppa di farro e oltre 150 di polenta. E non è ancora finita. Allo stand del prosciutto Bazzone _ presidio Slow Food da quasi 20 anni _ sono stati fatti fuori 4 prosciutti nel solo giorno di venerdì. I dati ce li fornisce Davide Bellandi che ha seguito sia lo stand del Valentino che quello in zona di piazza Castello, nel centro della città. Ma forse il successo più clamoroso è stata la grande foto di copertina che la Stampa - quotidiano di Torino - ha riservato allo stand del Bazzone degli altri salumi della valle come il biroldo. Un successo annunziato per il Salone dei Slow Food che festeggiato 20 anni uscendo dal Lingotto e spargendosi per Torino. Abolito il biglietto d'ingresso il festival ha perso forse quel carattered da iniziati (al cibo) per conquistare il popolo. La Garfagnana è stata protagonista anche alla degustazione che ha seguito il convegno organizzato nel castello del Calentino dalla Regione Toscana con Slow Food nazionale. Il convegno è stato chiuso da Marco Remaschi, assessore regionale all'agricoltura, ma garfagnino doc. Ed è stato lui ad annunciare un accordo fra Regione e procure della Toscana per dichiarare guerra alla forme di caporalato e sfruttamento presenti anche nella nostra industria agricola.

A fine convegno largo ai prodotti della Garfagnana, come la minestra di patate ed il biroldo e soprattutto, via al “Bravi“, il primo champenoise prodotto nella valle del Serchio. «Tutte uve autoctone - ha spiegato Rolando Bellandi che ha guidato la degustazione - per una produzione che al primo anno si è fermata a 1800 bottiglie». Le champagnotte dovrebbero comunque già entrate nella cantina del Marriott, la nuova insegna del Ciocco, ma una buona parte è già assegnata ai ristoranti della Versilia. Insieme al vino della Garfagnana sono stati presentate anche etichette provenienti dall'isola di Capraia. Ovvero un tentativo di far conoscere al grande pubblico e alla stampa presente a Torino le eccellenze della viticoltura eroica della nostra regione. Ma era scontato che il viaggio della Garfagnana e di Lucca (interessante la promozione ai fagioli lucchesi, a partire dal rosso che da due anni è anche presidio Slow Food) avesse successo. La valle del Serchio è stata una delle prime ad aprire alla filosofia di Carlin Petrini. Uno dei primi a crederci è stato Andrea Bertucci, anche lui presente a Torino con il clan Bellandi (Rolando in testa con il fido Giulio). A rappresentare le nostre eccellenze anche il solito, lussuoso stand del Sigaro Toscano. Dopo la tradizione sarebbe il caso che Lucca portasse a Torino anche la sue eccellenze in fatto di grandi chef, partendo dalla Versilia per arrivare a Montecarlo. Sarebbe il momento, vista la ricchezza e la fioritura di giovani talenti.

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