Il Tirreno

Lucca

Armato segue la direttrice delle poste

di Gianni Parrini
Armato segue la direttrice delle poste

La donna dà l’allarme e la polizia ferma un imprenditore di 47 anni. In macchina aveva una pistola col colpo in canna

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LUCCA. Aspettava seduto in macchina. Una Ruger calibro 22 col colpo in canna riposta sotto il sedile; corde, taser e guanti sistemati in uno zaino. Quando ha visto la direttrice delle poste di Sant’Alessio chiudere l’ufficio e salire in auto, ha messo in moto e l’ha seguita. Ma Paolo Princi, imprenditore 47enne incensurato, non è un criminale di professione e il suo dilettantismo lo ha subito fregato. La donna si è accorta che quella grossa Mercedes con i fari accesi la stava seguendo nei suoi spostamenti per le vie di Lucca, così si è insospettita e ha chiamato il 113. L’operatore del centralino ha girato in tempo reale le informazioni alla volante di polizia che in pochi minuti è arrivata sulla Sarzanese dove l’uomo è stato fermato.

Così è finito in manette Princi, titolare di una omonima ditta di costruzioni con sede a Lucca, ma originario di Pontedera. Portato in questura, agli agenti che lo hanno interrogato fino alle 22 di sera ha raccontato di avere dei debiti e di voler fare una rapina per racimolare un po’ di soldi. Una versione che gli agenti di polizia stanno passando al vaglio con cautela. Perché in questa storia sono ancora molte le cose da chiarire. Di certo il materiale che Princi aveva in auto sembra avvalorare il suo racconto: oltre alla Ruger (regolarmente denunciata ma illegalmente portata in luogo pubblico) gli agenti hanno trovato numerose munizioni, un caricatore di riserva, 2 taser elettrici, 18 corde di circa 70 centimetri ciascuna, guanti ed altro materiale. In pratica il kit adatto per un assalto all’ufficio postale, magari con tanto di ostaggi da legare e imbavagliare.

L’uomo, separato da qualche mese, è stato fermato intorno alle 15 del pomeriggio e dopo un lungo interrogatorio è entrato nel carcere San Giorgio. È stato arrestato per il reato di porto illegale in luogo pubblico di arma comune da sparo e altro. Ma tra i reati contestati non c’è la tentata rapina: non ci sono gli estremi per configurare questa ipotesi. Almeno per ora. Nei prossimi giorni Princi riceverà la visita del gip per l’interrogatorio di garanzia e l’eventuale convalida dell’arresto.

Intanto le indagini proseguono e non sono escluse altre sorprese: gli inquirenti stanno cercando di capire se il 47enne avesse intenzione di mettere in atto la rapina già venerdì o stesse solo facendo un sopralluogo (ma con tutte quell’armamentario sarebbe stato imprudente). E poi con quali modalità? Sequestro della direttrice sotto casa? Blitz nell’ufficio postale? Tutte cose che dovranno essere accertate e sulle quali l’arrestato non ha fornito indicazioni, limitandosi a dire che il suo intendimento era quello di fare una rapina. Resta inoltre da capire come abbia individuato la direttrice: la conosceva già o qualcuno gliel’ha indicata. Al momento non è possibile escludere la presenza di complici. Molti, dunque, i punti interrogativi in questa strana vicenda.

Quello che colpisce maggiormente è che un imprenditore incensurato e padre di famiglia, da un giorno all’altro si sia messo a ordire un piano del genere.

Degno di nota, invece, è il comportamento della direttrice dell’ufficio postale Lucca 8, un piccolo presidio con solo due dipendenti, che si trova sulla via per Sant’Alessio, all’altezza del ristorante il Bamboro. Poco prima delle 15 di venerdì la donna è uscita dall’ufficio, ha chiuso la porta di ingresso ed è salita a bordo della sua auto. «Francamente non so dire se quell’uomo fosse già lì – racconta con voce ancora scossa dall’accaduto – Mi sono accorta di lui quando ha cominciato a seguirmi. Mi scusi, ma non vorrei aggiungere altro». È bene dire che la signora con sé non aveva contanti o beni di valore. Una volta in macchina ha notato una Mercedes con i fari accessi e un uomo al volante che la seguiva in maniera neanche troppo discreta. Insospettita ha provato a deviare dal percorso abituale, imboccando delle stradine secondarie. Niente: Princi continuava a starle dietro. A quel punto non si è fatta prendere dal panico, al contrario ha mantenuto la calma e ha chiamato il 113. L’operatore del centralino ha capito al volo che c’era qualcosa di strano e ha inviato sul posto una volante. Quando gli agenti sono intervenuti Princi non ha opposto resistenza e dopo qualche ora passata in questura ha fatto le prime ammissioni. Ma non è detto che siano le ultime. Intanto la questura elogia il comportamento della direttrice per il sangue freddo dimostrato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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