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«Inceneritore a pulper? La Piana già sopporta tanto»

CAPANNORI. Le rassicurazioni non tranquillizzano il Comitato ambientale di Paganico. Comitato che interviene sulla vicenda degli scarti di depurazione dell’industria cartaria. «Centinaia di ettari...

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CAPANNORI. Le rassicurazioni non tranquillizzano il Comitato ambientale di Paganico. Comitato che interviene sulla vicenda degli scarti di depurazione dell’industria cartaria.

«Centinaia di ettari coltivati a grano sono stati inquinati dallo spargimento di fanghi provenienti da depuratori industriali e civili – scrive il Comitato – il pane, la pasta che finiscono sulle nostre tavole potrebbero averci veicolato attraverso la catena alimentare quelle sostanze tossiche. Come se non bastasse le notizie che arrivano dal fronte delle indagini anzichè rassicurarci non fanno che aumentare lo sgomento e la rabbia Gli smaltitori asseriscono, infatti, che i residuati dello spappolamento della carta sono classificati come non pericolosi e quindi spargendoli non avrebbero commesso nessun reato ambientale. Ora se veramente una legge consentisse l'uso dei fanghi di deinchiostrazione della carta come ammendante in agricoltura sarebbero da rilasciare immediatamente con tanto di scuse gli smaltitori, e incarcerare chi questa legge l'ha proposta e votata».

«Quanto poi alle dichiarazioni di Confindustria Toscana Nord – continua la nota – che coglie questa triste occasione per rilanciare la proposta di realizzare inceneritori a pulper, ci sembrano quanto meno poco opportune se non addirittura una vera e propria provocazione. Nessuno infatti vuol criminalizzare chi dà lavoro a una collettività, ma non dimentichiamo che in passato la nostra piccola comunità ha già dovuto lottare per anni contro l' inceneritore a pulper di una multinazionale, che il mondo cartario definiva "sicuro", fin quando l'Istituto Superiore di Sanità non rilevò il superamento del 400% dei limiti per le diossine. La nostra piana già sopporta i pesantissimi costi ambientali del trattamento di oltre un milione di tonnellate di carte e cartoni provenienti dalle raccolte differenziate di tutta Italia, e non è assolutamente pensabile che qua si smaltiscano anche le impurità che queste raccolte contengono. Qualche furbacchione o spregiudicato vorrebbe farci credere che il pulper è un rifiuto prodotto dalle nostre comunità e con la scusa di salvaguardare l'ambiente fare businnes con il suo smaltimento a piè di fabbrica inquinando irrimediabilmente l'aria e vanificando ogni tentativo di sviluppo turistico».

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