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Lucca

Buonriposi apre al panino: «Le scuole si devono attrezzare»

di Flavia Barsotti
Buonriposi apre al panino: «Le scuole si devono attrezzare»

Il lungo faccia a faccia tra dirigenti, genitori, Asl e amministrazione porta a una fumata grigia Il sindaco invita al buonsenso, l’azienda sanitaria chiede di separare i due tipi di pasto

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LUCCA. L'incontro fra genitori, dirigenti scolastici, Asl, Provveditorato e Comune sul tema della mensa e del pasto da casa, alla fine c'è stato. L'appuntamento era per ieri mattina a palazzo Santini, per discutere di un argomento che, a suon di botta e risposta, ha acceso il dibattito per ben due ore, dividendo i partecipanti fra chi avanzava il diritto al pranzo domestico e chi elencava ragioni ostative alla sua attuazione. «Speravamo, al termine della riunione, di non dover più pensare alla questione del pasto da casa – afferma Silvana Alterio del comitato "La scuola che vogliamo" – e invece, dovremo andare avanti».

Il lungo faccia a faccia, infatti, per il momento non sembra aver condotto a nessuna soluzione concreta, tanto che dal comitato fanno sapere che stanno ancora raccogliendo le testimonianze degli utenti per presentare, eventualmente, una denuncia unica. «Positiva invece la posizione del provveditore Donatella Buonriposi – continua Alterio – che ha riflettuto sulla rilevanza nazionale del tema, aggiungendo che, quasi sicuramente, dopo la sentenza di Torino, il Miur non ricorrerà in Cassazione: un messaggio che, anche a suo avviso, va recepito e per cui i dirigenti devono assumersi la responsabilità. Ha poi continuato sostenendo che ognuno dovrà organizzarsi in tempi brevi per far usufruire le famiglie di questo diritto e che i dirigenti dovranno coordinarsi e prendere una decisione unitaria». A questo, la Buonriposi ha anche aggiunto che «da un lato le scuole sono chiamate a sciogliere certe questioni internamente al proprio istituto, dall'altro i genitori devono tenere conto delle difficoltà di carattere organizzativo che possono crearsi».

A dare il via all'assemblea è stato però il sindaco, esponendo la posizione dell'amministrazione. «La sentenza di Torino ha introdotto un elemento nuovo – ha detto – ossia, il diritto di scelta che non vogliamo disconoscere, nemmeno in una fase ancora non definita dal punto di vista normativo. È importante che ognuno faccia la propria parte con buonsenso, correttezza e responsabilità».

Successivamente la parola è passata alla dottoressa Ida Aragona del dipartimento Sicurezza alimentare che ha messo in evidenza l'orientamento dell’Asl Nord ovest, secondo cui il consumo del pasto della mensa scolastica e del pasto da casa non può avvenire nello stesso locale per problemi legati alla responsabilità in caso di complicazioni sulla salute dei piccoli. «Se un bambino che mangia a mensa o un bambino che consuma il pasto da casa dovesse sentirsi male, chi dovrebbe risponderne? - sottolinea l'Asl - Inoltre non è chiaro quale tipo di pasto possa essere portato da casa e a chi debba spettare la pulizia di eventuali locali diversi dal refettorio».

Dal canto suo, il comitato "La scuola che vogliamo", supportato dall'avvocato Riccardo Vecchione, che ha seguito la vicenda di Torino, ha però controbattuto in maniera decisa. «Durante la riunione abbiamo portato all'attenzione il regolamento europeo 852 del 2004 – racconta Silvana Alterio – secondo cui la responsabilità di eventuali problemi ricade sull'azienda fino al momento della somministrazione del piatto e non per quello che avviene dopo». Su una cosa però il Comune e il comitato sono d'accordo: il momento della mensa rappresenta un'attività formativa essenziale della scuola. «Per questo, come ha ribadito anche l'avvocato Vecchione – prosegue Alterio – i bambini che portano il pranzo da casa non devono essere discriminati, ma devono, al contrario, poter stare con gli altri. Non serve personale scolastico in più, né c'è bisogno di altri refettori. Sul tipo di pietanza, una mamma ha anche proposto di adeguarci al menù della ditta, per esempio preparando ai figli quello che di volta in volta prevede l'azienda».

Per concludere l'incontro, ha di nuovo preso la parola il sindaco. «Sarà importante, in questa fase transitoria, che si trovi un punto di incontro fra i dirigenti scolastici e il fornitore dei pasti. Come amministrazione stiamo cercando di raccogliere le esperienze di altri Comuni per esperire le migliori soluzioni. A Lucca il 19 ottobre si terrà un dibattito pubblico con Anci Toscana che ci darà un ulteriore sguardo d'insieme sul tema».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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