«Una follia liquidare l’aeroporto»
Il presidente della società difende la scelta del concordato
CAPANNORI. Troppa disinformazione sullo scalo di Tassignano: così Eugenio Baronti, presidente della società “Aeroporto di Capannori” replica alle accuse piovute su struttura e gestione.
«La bufala più grande, insuperabile – scrive Baronti – è quella che la società Aeroporto avrebbe fatto registrare nel bilancio 2015 una perdita di 2 milioni e 300mila euro. Sarebbe bastato un minimo di sforzo di raffronto tra l’enormità della cifra e le reali dimensioni della società, per capire che eravamo veramente fuori dal seminato; chi l’ha scritta e divulgata molto probabilmente era parecchio distratto per non capire. La scelta di richiedere l’avvio del procedimento di concordato in continuità aziendale è una soluzione che non nasce oggi all’improvviso; è un’ipotesi su cui abbiamo lavorato, sono state create razionalmente le condizioni e aspettato i tempi giusti per metterla in pratica, per salvare la concessione totale e ventennale, conquistata con grande fatica, e per mettere in salvaguardia e in sicurezza la società. Questa soluzione non ci obbliga a fare alcuna ricostituzione del capitale sociale oggi in negativo, ne a coprire le perdite di esercizio, ci obbliga semplicemente a presentare un piano di sviluppo che possa garantire la copertura delle spese del concordato (in 3/5 anni) dopo l’omologa prevista all’incirca tra 20/24 mesi dal deposito della richiesta. In questo modo il debito ereditato dalle vecchie gestioni nel 2011 e non prodotto da noi, verrà abbattuto di circa 1,5 milioni andando a costituire una sopravvenienza attiva per la società di pari entità, che farà aumentare in maniera considerevole il patrimonio netto attivo, abbattendo nel contempo gli oneri finanziari giunti ormai alla soglia dei 100.000 euro anno e che ci hanno strangolato in questi anni».
Al termine della procedura, sottolinea il presidente, ci sarà una società pulita con un progetto di sviluppo sostenibile con ricadute sociali e occupazionali.
«In alternativa – riprende Baronti – la messa in liquidazione della società, come qualcuno irresponsabilmente chiede, produrrebbe un grave danno al Comune e alla comunità capannorese. Si ritornerebbe come al gioco dell’oca, alla casella da cui siamo partiti nel 2011 quando l’aeroporto era finito prima in mano a dei soggetti toscani che non sono riusciti a realizzare in 10 anni nessun progetto di sviluppo. In questi ultimi tre anni, abbiamo lavorato e costruito una rete di collaborazioni che coinvolge sul nostro territorio, su diversi progetti, l’eccellenza del sistema universitario e dei centri di ricerca toscani, abbiamo elaborato un progetto di sviluppo già consegnato ed approvato da Enac, c’è uno studio dell’Imt che lo ritiene valido, concreto e credibile, c’è l’interesse del mondo accademico tecnico e scientifico toscano, ci sono manifestazioni d’interesse di aziende del settore aerospaziale, c’è il riconoscimento della Regione disponibile a contribuire con un milione di euro alla realizzazione del Centro Toscano per l’aerospazio e la robotica. Buttare a mare tutto questo significherebbe davvero essere degli irresponsabili».
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