Ultrà fischiano la memoria di Ciampi: «Non rappresentano Lucca»
Dal sindaco Tambellini al presidente rossonero Bacci le scuse della città e della società per le offese alla memoria di Ciampi
LUCCA. La città è incredula, le istituzioni sono indignate e le forze dell’ordine, al momento, tacciono in attesa di saperne di più. Hanno fatto il giro d’Italia le voci all'Armando Picchi di Livorno (partita finita 1 a 1) di una ventina di ultras della Lucchese, di chiara matrice neo fascista, che durante il minuto di raccoglimento tenuto alla memoria del presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, mentre tutto lo stadio applaudiva si sono resi protagonisti di cori che hanno offeso la memoria di un grande italiano come l’ex Capo del Governo e Governatore della Banca d’Italia scomparso l’altro giorno all’età di 95 anni. Ormai nelle curve, sempre più politicizzate, non c’è rispetto nemmeno per i morti. E il calcio, in molti casi, è soltanto un pretesto per fare proseliti. A rimetterci è l’immagine della città che per colpa di quattro teste calde adesso verrà additata per i cori contro Ciampi nel giorno della commemorazione allo stadio.
Tra i più indignati c’è il sindaco Alessandro Tambellini che non usa mezzi termini: «Questo non è sport. Sono altre cose. Costoro non rappresentano la civilissima città di Lucca e nemmeno i valori dello sport. Sono un gruppo che le istituzioni devono arginare e mettere in un angolo. A nome della città chiedo scusa per quanto è accaduto alla famiglia Ciampi e alla città di Livorno che ha dato i natali a questo illustre italiano, un gran brava persona, che ha ricoperto nel corso della sua vita cariche importantissime per la nostra democrazia prima tra tutte quella di Presidente della Repubblica».
Alla reazione del primo cittadino si aggiunge quella del presidente della Lucchese, Andrea Bacci, vicinissimo al premier Renzi e che ha promesso una punizione esemplare per chi si è reso protagonista di quell’ignobile gesto che ha messo alla berlina Lucca e la Lucchese in tutta Italia: «Mi scuso con gli italiani, i livornesi e con la famiglia Ciampi per il grande e grave gesto d’inciviltà commesso nei confronti di una delle figure fondamentali per la nostra democrazia come quella della presidenza della Repubblica che Carlo Azeglio Ciampi ha onorato con il suo valore aggiunto per tutta la sua vita. A nome personale e della Lucchese mi dissocio con quei 10-15 giovani che hanno inteso diventare protagonisti nel momento sbagliato e offendendo la memoria di una persona seria e di un grande italiano.
«Chiedo scusa anche alla città di Livorno e ai suoi abitanti. - prosegue Andrea Bacci - La Lucca autentica è stretta all’Italia per la scomparsa del suo Presidente emerito. Questo coro è frutto dell’inciviltà e dell’ignoranza, ma dobbiamo stare attenti a non generalizzarlo. Si tratta di un caso isolato, di un gruppuscolo che non rappresenta il tifo genuino e la sana passione di coloro che seguono le sorti della squadra di calcio cittadina. La mamma dei cretini è sempre incinta, recita un antico detto popolare. E non sarebbe onesto e corretto identificare la Lucchese con queste persone». Bacci quella gente non la vuol più vedere allo stadio. E promette: «Chiederò al responsabile del Gruppo Operativo della Sicurezza di fornirmi i nomi di coloro che hanno offeso la memoria del Presidente. Li cacceremo dal Porta Elisa. Che vadano altrove. A Lucca si fa il tifo, si canta, si sventolano bandiere, ci si prende in giro, ma senza offendere la memoria di chi è venuto a mancare e di chi ha rappresentato il nostro Paese nel mondo».
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