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Lucca

Migranti, scontro fra i politici

Migranti, scontro fra i politici

Circa 200 persone alla manifestazione organizzata a Gossi dopo l’arrivo dei profughi a Badia

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ALTOPASCIO. Almeno 200 persone, secondo gli organizzatori, hanno preso parte ieri mattina al presidio organizzato a Gossi per protestare contro l’arrivo di 15 profughi a Badia Pozzeveri. Presidio allestito da Fratellli d’Italia e che ha ricevuto il supporto anche della Lega Nord, ma che si è svolto senza simboli di partito, volendo rappresentare - come è stato sostenuto - il disagio di tutti i cittadini al di là della propria appartenenza politica. Alla fine sono state raccolte circa 180 firme per dire no a questa politica di accoglienza.

Sostegno all’iniziativa è arrivata anche da molti esponenti di centrodestra e sulla questione interviene anche l’ex vicesindaco, e candidato alla guida di Altopascio alle ultime elezioni, Francesco Fagni. «Gravissime e offensive le parole della D'Ambrosio – scrive Fagni rivolgendosi al primo cittadino – non è il centrodestra che non si rassegna, sono i cittadini. Probabilmente è ancora offuscata dai fumi dell'alcol dopo la vittoria alle scorse elezioni, ma vorrei ricordarle che un sindaco non è il re, né l'imperatore. Le feste sono finite e sarebbe l'ora di cominciare a lavorare e di smetterla di gettare fumo negli occhi alla gente. Gente che non è affatto stupida. Che l'aria sia cambiata, come dice lei, se ne sono accorti tutti purtroppo, e il suo operato a oggi può tranquillamente definirsi disastroso. In pochi mesi infatti è riuscita a distruggere un'operatività che oggi manca e il comune brancola nel buio. La vicenda migranti è l'emblema della totale inadeguatezza della sindaca e del suo staff, che al primo problema hanno dato dimostrazione di tutta la loro pochezza, provando a imporsi alzando la voce. Ma l'autorevolezza si conquista con i fatti, non con le minacce. Invece di prendersela con la gente che chiede soltanto di essere ascoltata, o con il sindaco di Montecarlo, dovrebbe pensare a ricevere i tanti cittadini che vorrebbero incontrarla e ai quali sistematicamente si nega da mesi. Dice che governerà 5 anni. Ci auguriamo di no e lavoreremo per far terminare prima possibile questa sciagura».

Intanto, tirato in ballo sempre da Sara D’Ambrosio e dal Pd di Montecarlo, anche il sindaco Vittorio Fantozzi replica alle accuse che gli sono state mosse. «Purtroppo – scrive Fantozzi alla D’Ambrosio – devo constatare che come molti tuoi colleghi e compagni di tessera sei portata a semplificare, a chiuderti a quadrato nei pregiudizi verso chi non la pensa come te, a risolvere questioni serie chiosando gli altri con il marchio di parole che su di me, e sui cittadini, non hanno più alcun effetto, tanto meno quello di indignazione che vorresti evocare. Ti rammento, allora, che non è finita soltanto la seconda guerra mondiale, ma anche la cultura politica cui ti richiami con i tuoi modi e le tue parole è conclusa e sconfitta dalla storia. Sorvolando sulla cretina accusa di razzismo, che ti perdono, osservo come nel merito della questione tu non possa rispondere, te lo avranno sconsigliato, perché è un fatto che tu non abbia coinvolto la cittadinanza, con il tuo giro porta a porta, in una scelta che andava condivisa, come da te legittimamente annunciato. No, hai fatto a corsa il giro della case per comunicare ai cittadini una decisione già presa».

Quanto al Pd di Montecarlo Fantozzi lo invita a guardare alla perdita di consensi sul territorio, al silenzio sulla questione migranti («Hanno taciuto e tacciono sull’argomento perché nemmeno loro li vogliono qui») e all’inconsistenza della propria attività consiliare, rimandando al mittente l’accusa di voler fare carriera a Roma.

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