Il Tirreno

Lucca

Perseguita e picchia il collega: l’azienda alla fine lo licenzia

di Luca Tronchetti
Perseguita e picchia il collega: l’azienda alla fine lo licenzia

La procura chiude le indagini su un giovane operaio di Altopascio accusato di aver offeso e picchiato senza apparente motivo un dipendente della ditta di imballaggi in cui entrambi prestavano servizio

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LUCCA. Era terrorizzato quando al mattino doveva alzarsi per andare a lavoro. Quel collega non perdeva occasione per offenderlo, per deriderlo, per insultarlo. Un’escalation senza senso e senza un perché. Forse, ma saranno i giudici a stabilirlo, solo per un gusto sadico di denigrare una persona mite e pacifica. Atteggiamenti da «bullo» di fabbrica che pretende di comandare sui suoi pari grado solo perché ha qualche anno in più e soprattutto sa usare soltanto le mani per incutere rispetto. Un episodio grave che accade in un’azienda di imballaggi di Altopascio. In un periodo di tempo che va dal 2015 all’8 febbraio 2016. Perchè la mancata reazione del collega porta l’operaio manesco a colpire ripetutamente con calci e pugni al volto, alla testa e ai fianchi il compagno di fabbrica. E a quel punto, referto alla mano, intervengono i carabinieri di Altopascio che nel giro di poco tempo indagano l’operaio non ancora trentenne di origini svizzere accusato di lesioni e atti persecutori. Il fascicolo è finito sul tavolo del sostituto Lucia Rugani che ha inviato l’avviso di conclusione delle indagini e presto chiederà il rinvio a giudizio per il giovane che l’azienda avrebbe già licenziato. Offese e sputi. L’operaio incriminato per l’accusa non perdeva occasione, ogni volta che lo incontrava in ditta, di insultare senza motivo il collega di due anni più giovane e di minacciarlo con frasi del tipo «Quando ti vedo fuori ti farò del male.. ti aspetto fuori» o insulti di varia natura «sei uno scemo, un monco, un handicappato». Non solo. In più circostanze gli avrebbe sputato addosso sino a minacciarlo di morte con frasi del genere «figlio di...., io ti ammazzo, quando ti vedo fuori ti farò fare una figura di m....». Le botte riprese dalla telecamera,

Vista la mancata reazione del giovane dipendente della ditta altopascese lo scorso febbraio l’indagato sarebbe passato dalle parole ai fatti.

Prima lo avrebbe spintonato da dietro aizzandolo con parole volgari e minacciose. Poi lo avrebbe colpito inopinatamente con calci al volto, alla testa e ai fianchi e una raffica di pugni cagionandogli lesioni personali giudicate guaribili in sei giorni e consistenti in una ferita superficiale al labbro inferiore, un ematoma di piccole dimensioni al lato esterno dell’occhio destro e abrasioni alla fronte. L’autore delle botte nel colpire la vittima si è rotto un dito e pure lui è andato al pronto soccorso per farsi medicare sostenendo di essere stato picchiato dal collega che per mesi ha insultato e deriso. Peccato per lui che l’occhio elettronico - quello delle telecamere installate dall’azienda - ha ripreso la scena e le immagini stando ai carabinieri sono nitide e dimostrano chi è il responsabile.

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