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Falso allarme Tbc al Luna Park e la Croce Rossa farà querela

Falso allarme Tbc al Luna Park e la Croce Rossa farà querela

Un messaggio vocale e post sui social network parlano di bambini che avrebbero contratto la malattia Ma non c’è niente di vero: caccia agli autori che ora rischiano una denuncia per procurato allarme

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LUCCA. «Non andate al Luna Park, alcuni bambini hanno contratto la tubercolosi»: una bufala. Niente altro che una bufala, ma che in poche ore arriva sulle chat Whatsapp di centinaia di genitori, rimbalzando sulle bacheche Facebook di tantissime persone, tanto che subito scatta la psicosi. E adesso la Croce Rossa annuncia querele.

Ma andiamo per ordine. Prima un messaggio scritto, poi uno vocale, a seguire i post sui social-network, le prime informazioni. «La voce proviene dalla Croce Rossa di Lucca, mi è stata comunicata da una pediatra», si legge. Peccato però che sia tutto falso. Perché non solo non ci sono stati casi di tbc alle giostre; non solo nessun bambino ha contratto la malattia, ma non esistono neanche comunicazioni ufficiali in merito da parte del comitato lucchese della Croce Rossa – addirittura indicata sui social come una delle “fonti” della “notizia” – e, soprattutto, non c'è traccia di un'emergenza Tbc a Lucca. Tanto che la stessa Cri, che gestisce il centro di prima accoglienza per migranti richiedenti asilo, situato proprio di fianco alle giostre, ha acquisito la registrazione incriminata per consegnarla all'autorità giudiziaria.

«Il Comitato di Lucca della Croce Rossa Italiana – scrivono dall'ufficio stampa dell’associazione – appreso, suo malgrado, le notizie rimbalzate in città tramite un sistema di messaggistica telefonica, tiene a precisare che non esistono casi di Tbc diffusi tra bambini della nostra città che sarebbero stati contratti al Luna Park di via delle Tagliate. Tiene a precisare, come confermato dal dottor Alberto Tomasi della Asl di Lucca (dirigente medico delle malattie infettive, ndr), che non sono in atto fenomeni, né casi isolati, né tanto meno c’è pericolo di contagio per chicchessia. Dispiace constatare che tali notizie non fanno altro che generare e alimentare un clima da "caccia all'untore" fortunatamente in essere di tempi bui per il mondo intero e ormai lontani nel tempo e fuori dalla nostra realtà».

«La registrazione della infelice telefonata con la quale si comunicano "questi casi" – continua la Croce Rossa – è stata acquisita e sarà consegnata alla competente autorità affinché sia valutata l'ipotesi di reato per "procurato allarme" e perseguire l'autore di questa "bravata", che getta discredito sull'ambiente del Luna Park e sulla Associazione della Croce Rossa Italiana. Siamo fiduciosi che episodi sgradevoli e spiacevoli come questo non abbiano a ripetersi con la certezza che la nostra Associazione continuerà - come sempre - la propria opera di aiuto, assistenza animata dai principi fondamentali del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezza Luna Rossa».

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