Dentro il festival
Messo in vendita l’ex provveditorato
La villa liberty in viale Barsanti e Matteucci sarà battuta all’asta per una base di quasi tre milioni e mezzo
LUCCA. È il primo vero e proprio “gioiello” della Provincia di Luca che finisce sul mercato, in cerca di un acquirente disposto a sborsare qualche milione di euro: palazzo Ducale ha deciso di vendere villa Giurlani che, per la maggior parte dei lucchesi, è meglio conosciuta come la sede dell’ex provveditorato agli studi o, come viene chiamato adesso, ufficio scolastico provinciale.
L’edificio liberty su viale Barsanti e Matteucci sarà “battuto” all’asta il prossimo 30 settembre nella sede dell’ente, a un prezzo base che non è propriamente alla portata di tutti: si partirà, infatti, da 3.415.000 euro e si procederà con la presentazione di offerte segrete. La villa, che fa parte di quella serie di gioielli liberty che contraddistingue la Circonvallazione e la primissima periferia al di fuori delle Mura, è vuota dall’autunno del 2014. Fu proprio in quel periodo, infatti, che gli uffici dell’ex provveditorato vennero spostati nella sede che occupano attualmente, quella in piazza Guidiccioni dove per tanti anni ha trovato ospitalità l’ormai defunta Apt.
Ma già da prima, da fine degli anni Duemila, si parlava di una possibile alienazione della villa liberty, inadeguata per ospitare l’ufficio pubblico e, soprattutto, in condizioni assai precarie, che richiederebbero un’importante operazione di ristrutturazione, soprattutto della parte posteriore dell’immobile. Nel 2015 era arrivato l’inserimento nel piano delle alienazioni e ora è il momento del bando. Da qui a capire se ci saranno offerte e si arriverà a stipulare il contratto, ce ne corre. Per almeno un paio di motivi. Il primo, già accennato, è quello dei costi degli interventi di ripristino di un’immobile che negli anni ha avuto solo interventi di ordinaria manutenzione. Il secondo è quello della destinazione urbanistica, attualmente catalogata a uffici pubblici. È chiaro, però, che la villa potrebbe risultare attrattiva soprattutto in chiave residenziale, un utilizzo che poi sarebbe un ritorno alle origini.
La vendita dell’ex provveditorato, però, potrebbe non essere l’unica operazione di questo tipo da qui ai prossimi mesi. Non solo e non tanto perché i soldi freschi delle alienazioni potrebbero essere ossigeno per le asfittiche casse di palazzo Ducale. La vera partita, infatti, sta sul resto dell’enorme patrimonio immobiliare della Provincia, ente del quale il referendum costituzionale del prossimo autunno potrebbe sancire la dipartita. Fra gli immobili per i quali da tempo si immagina l’alienazione c’è la sede della questura in viale Cavour: una partita legata a doppio filo con il futuro del Campo di Marte, visto che la polizia dovrebbe (o meglio, potrebbe) trasferirsi proprio all’interno dell’ex ospedale, liberando l’edificio a due passi della stazione. Che, però, potrebbe non essere messo all’asta, ma finire in permuta alla Regione che poi ne curerebbe la vendita. Un caso a parte è quello dell’enorme palazzo Ducale: in caso di “venuta meno”della Provincia tutto si riaprirebbe sul futuro del complesso sul quale aveva messo gli occhi anche il Comune per farne la propria sede istituzionale. (l.c.)
