Il presidio
Nonna Gina Pocai testimone del ’900 con i suoi 103 anni
Domani grande festa nella frazione Eglio di Molazzana Scampò al terremoto e all’eccidio del 29 agosto del 1944
MOLAZZANA. Una piccola comunità, quella di Eglio, si stringe attorno a Nonna Gina, che oggi spegne le sue “prime” 103 candeline. Gina Pocai, classe 1913 e arzilla decana del paese, è rimasta la sola sul territorio comunale assieme a Gilda Venturelli (che sta per compiere 105 anni e nonostante tutto, dal 1946 non rinuncia ad andare a votare), a poter toccare questo traguardo per pochi eletti. Nonostante gli acciacchi dell'età, per Gina Pocai si prefigura un'altra torta da tagliare domenica nel corso di una grande festa in famiglia, alla quale si unirà di fatto tutto il paese. Accudita con amore dalla figlia maggiore Maria Luisa (da tutti conosciuta in paese come Bianca) e dall'unico maschio Gabriele, nonna Gina è un esempio di longevità e di vita sana e condotta senza fronzoli: sin da piccola ha lavorato nei campi, negli anni duri della guerra e dopo il conflitto mondiale, per trarre sostentamento in una zona, la Garfagnana, dove l'agricoltura era la fonte di sopravvivenza o la causa di tracolli.
Testimone dell’eccidio. Gina Pocai è stata testimone di eventi tragici come il terremoto del 1920 con epicentro a Villa Collemandina e come il secondo conflitto bellico che colpì particolarmente il territorio della Garfagnana. Gina scampò alla morte il 29 agosto 1944 quando nello scontro con le forze nazifasciste furono trucidati 19 suoi compaesani che vengono commemorati ogni anno nel settanduesimo anniversario dell’eccidio. Anche lei fu tra coloro che avevano offerto la propria casa al comandante Leandro Puccetti e ai suoi uomini per salvare il piccolo paese che oggi conta 74 residenti.
Il matrimonio. Giovanissima, sposò Ottaviano Salotti, operaio stradale che, quando non era sui tanti cantieri disseminati in Garfagnana negli anni del boom economico, tornava ad Eglio per andare nei campi per passione e necessità, con quattro figli da sfamare. Sì, perché, nel frattempo, nacquero quattro eredi: Maria Luisa dettta Bianca, Natalia, Giovanna e Gabriele, e negli anni sono arrivati i nipoti e tanti pronipoti. Tutti i figli, tranne Giovanna che abita e lavora a Pisa, vivono a Eglio. Una vita di sacrifici, e poi il riparo sicuro del “Palazzo”, la casa signorile dei Salotti, dove tuttora alloggia la signora Gina. Che, dopo la scomparsa di Ferrera Ferrari, è rimasta l'unica pluricentenaria in questo borgo da record, abitato da meno di cento abitanti che l'estate crescono in maniera esponenziale. Il coniuge, Ottaviano Salotti, è scomparso nel 1997. Lei ha superato il lutto con l’affetto dei suoi figli e dei nipoti. Passa gran parte della giornata in poltrona, ma è lucidissima e ha una memoria di ferro. Ci vede poco, ma lei non ha voluto mai saperne di operarsi alle caterattte per evitare il rischio di infezioni. A tavola mangia di tutto e con grande appetito. In particolare i primi: dai tortelli alla pasta al ragù sino al risotto. E finisce il pasto con un pezzo di formaggio dei contadini della zona. Il sindaco Rino Simonetti, per decenni medico condotto di Molazzana e tutte le sue frazioni, ha avuto la signora Pocai tra i suoi pazienti, e sarà uno dei primi a fare gli auguri alla vecchietta: «Tanti centenari in un piccolo comune di poco più di mille abitanti sono il sintomo che qui in montagna si vive ancora bene perché c'è uno stile sano, e dall'altra parte lo spopolamento ha sicuramente alzato l'età media dei nostri borghi. Auguri alla signora Gina, che conosco molto bene, e spero di festeggiare tanti di questi compleanni». E tra qualche mese, esattamente il 4 ottobre, facendo i debiti scongiuri si taglierà un'altra bella torta, quella dei 105 anni della signora Gilda Venturelli. Single per convinzione, sempre lucida e anche lei ex assistita dal sindaco - medico Simonetti, la nonna del Comune è un esempio per tutti, specialmente i giovani, visto che dal 1946 non ha mai saltato un appuntamento con le urne, andando sempre a votare, tranne che nel febbraio 2013 a causa della neve che le impedì di raggiungere il seggio di Montaltissimo.
Nicola Bellanova
Valter Nieri
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