Fotografo ambulante per le vie di Lucca, successo da esportare
Alessandro Giuliani e la sua camera oscura fanno boom: «Diamo emozioni che la tecnologia non può fornire»
LUCCA. Sta destando curiosità e tanta ammirazione il fotografo ambulante che da qualche giorno si aggira per le vie del centro storico di Lucca, per sostare nelle piazze più suggestive e immortalare i passanti. Lo si può incontrare nella tarda mattinata e nelle ore preserali e lo si riconosce subito. Avanza lentamente tra la gente col suo fardello ingombrante sottobraccio e una valigetta d'epoca di cartone e si posiziona nei luoghi che più lo ispirano, dove la luce consente una migliore inquadratura per scattare straordinarie foto in bianco e nero, pronte in soli dieci minuti. E consegnate ai destinatari dietro una piccola offerta.
L'attrezzatura è quella tipica del fotografo di strada dei primi decenni del Novecento, uno dei quali lo si ricorda anche a Borgo Giannotti fino agli anni Cinquanta. Molto simile a quella usata nel film “Miseria e nobiltà” con Totò. Non si tratta di un fotografo improvvisato, bensì di un noto artista, conosciuto per i suoi inconfondibili scatti in bianco e nero, apprezzati dagli esperti di tutto il mondo. Si chiama Alessandro Giuliani ed è un lucchese doc con la passione smisurata per la fotografia artistica. Quella che richiama al passato, realizzata con tecniche antiche nel proprio laboratorio con annessa camera oscura, dove ancora si sente il profumo della carta intrisa di acidi che poi si trasforma in straordinari ritratti e negli scorci più suggestivi. E proprio l'attaccamento alle tradizioni dei tempi andati ha suggerito al fotografo l'iniziativa che sta riscuotendo un grande successo, con decine e decine di passanti che chiedono di essere immortalati come si usava un secolo fa. Ad attirare il pubblico è sicuramente quella strana apparecchiatura che ogni giorno Alessandro Giuliani monta davanti agli occhi dei passanti e che ha costruito con le proprie mani, forte di una grande esperienza professionale. Posiziona sopra un cavalletto da pittore l'obiettivo racchiuso in un involucro di legno formato da due contenitori di vino, quindi introduce il capo in un telo nero e, attraverso un meccanismo antico con una manopola che scorre su due binari, mette a fuoco l'immagine (al rovescio) e scatta. Adesso bisogna sviluppare la foto, inserendo nell'apparecchiatura, attraverso un manicotto laterale che non lascia passare la luce, il liquido apposito nel quale sarà adagiata la carta già collocata all'interno, seguendo il principio della camera oscura. Pochi secondi ed ecco spuntare il negativo e subito dopo l'immagine nitida che immediatamente suscita grande emozione, perché inevitabilmente rimanda a momenti vissuti attraverso i racconti dei nonni o alle immagini di antiche pellicole in bianco e nero. La tradizione del fotografo ambulante, dimenticata da decenni, riprende dunque con Alessandro Giuliani, il quale adesso intende portare avanti il progetto culturale, realizzato insieme al collega Lucio Ghilardi ed esportarlo in altre città.
«Perché, dice, il successo ottenuto in questi pochi giorni è la prova di quanto la gente sia attratta da ciò che rimanda al passato, nonostante viviamo nell'era della tecnologia che certo non può regalare le medesime emozioni. Quelle emozioni che prova anche un artista di strada che si commuove di fronte agli sguardi attenti della gente e alle domande curiose dei bambini davanti a qualcosa che forse avevano visto solo nei vecchi film». L'iniziativa che sta ormai facendo il giro della città, è senza dubbio una delle più originali degli ultimi tempi e potrebbe essere lo spunto per altre proposte finalizzate alla conoscenza di strumenti antichi capaci di sorprendere anche i più reticenti alle abitudini del passato.
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