Il presidio
I colleghi vogliono tenere vivo il ricordo
Tra le idee c’è quella di realizzare una targa commemorativa. Altri vorrebbero aprire un conto corrente
LUCCA. Un modo per non far scendere il silenzio, un’idea per ricordare Vania e la sua tragedia ma anche una maniera per essere utili alla sua famiglia. L’azienda sanitaria, i dipendenti dell’Asl e quelli delle cooperative con cui la 46enne di San Marco ha lavorato agli ospedali Campo di Marte e San Luca, stanno pensando a quale sia la formula migliore per far sì che il fuoco che l’ha uccisa non riduca in cenere anche la sua memoria.
La tragedia è ancora troppo vicina e al momento non c’è niente di concreto, ma negli ambienti dove la donna ha prestato servizio come operatrice sanitaria per anni, il desiderio di fare c’è e si avverte forte.
Parlando con alcuni rappresentanti dell’azienda sanitaria presenti al funerale, è venuto fuori che un’ipotesi potrebbe essere quella di fare una targa commemorativa da mettere al San Luca. Forse proprio al punto donna: sarebbe un modo per tener viva la memoria di Vania ma anche un invito rivolto alle donne, un monito che le spinga a denunciare gli episodi di violenza subiti da uomini indegni di questo nome. Siano essi mariti, fidanzati, figli o ex amanti. Il significato, dunque, sarebbe duplice. Se ne riparlerà dopo agosto.
Ma le ipotesi sulle cose da fare non finiscono qui. Fra le persone che hanno lavorato a più stretto contatto con Vania Vannucchi negli anni in cui prestava servizio come barelliera c’è chi ha proposto di aprire un conto corrente in cui raccogliere fondi per la famiglia. La donna lascia due figli molto giovani (Valentina ha 21 anni mentre il fratello non è ancora maggiorenne). Un’idea, per il momento, nata nel silenzio e che non chiede pubblicità. Ma forse merita di essere conosciuta, valorizzata e appoggiata affinché non si perda in un nulla di fatto. La storia di questa madre uccisa in modo brutale ha sconvolto Lucca e non solo: persino fra i cittadini che non conoscevano la signora, potrebbero esserci persone intenzionate a dare un contributo, un sostegno concreto. Sarebbe anche un omaggio ai genitori della donna, Alvaro e Giovanna, entrambi ex dipendenti Asl ormai in pensione da qualche anno. (g.p.)
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