Quel cerchio rossonero attorno al dolore di Alvaro
I giocatori della Lucchese di ieri e di oggi riuniti per sostenere lo storico massaggiatore A fine cerimonia la squadra lo circonda, ma è lui a far forza agli altri
LUCCA. Si sono riuniti in cerchio, abbracciandosi l’un l’altro come fanno solitamente sul campo di calcio. Un modo per darsi forza, farsi gruppo, sentirsi uniti. I giocatori della Lucchese hanno trasportato questo rituale sportivo dal prato verde alla chiesa di San Marco. La cerimonia è appena finita e la bara con la salma di Vania sta uscendo sul sagrato per avviarsi al cimitero. È il momento dei saluti: i calciatori circondano Alvaro Vannucchi, storico massaggiatore della società rossonera, padre della donna ma – per età, affetto e ruolo – un po’ anche di tutti loro.
[[atex:gelocal:il-tirreno:lucca:cronaca:1.13926437:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/lucca/cronaca/2016/08/06/news/l-ultimo-abbraccio-1.13926437]]
Il rituale. Il cerchio ha sempre una sola voce, di solito quella di Nanù Galderisi. Ma il tecnico rossonero si fa da parte. È uno dei più provati: ha assistito al funerale in piedi e con gli occhi gonfi di lacrime. Il centro stavolta è Alvaro. I giocatori gli si stringono attorno: è un abbraccio di anime, un modo per sciogliere il dolore che porta nel cuore, quasi fosse uno di quei muscoli induriti che lui stesso ha sempre rimesso a posto nelle gambe dei suoi calciatori. Ma in questo caso è diverso: ci sono infortuni da cui non si può guarire, che lasciano zoppi per sempre. I giocatori lo sanno e così è Alvaro a rompere il silenzio: «Siete una grande squadra, un grande gruppo – dice – Non pensate a me ma a voi stessi, alla stagione che dovete affrontare. Siete ragazzi fantastici. Vi ringrazio». Scendono le lacrime, partono le condoglianze e gli abbracci diventano individuali. Il più lungo e sentito è con Adolfo Tambellini, medico sociale e amico fraterno.
Le "Lucchesi" degli ultimi 30 anni. Poco prima la squadra ha accompagnato l’arrivo in chiesa della bara: c’è il labaro rossonero, portato da Jacopo Fanucchi, seguito da un cuscino di rose sostenuto dal capitano Nole e dal vice Espeche. I giocatori entrano in fila indiana e si vanno a sedere di fianco all’altare. Assistono all’intera cerimonia con gli occhi bagnati dal dolore. Ci sono tutti: i calciatori di ieri e quelli di oggi, le meteore di una stagione o le bandiere delle promozioni; le vecchie glorie del calcio che conta passate da Lucca con alterne fortune (Galli) o gli ex primavera divenuti uomini con una vita lontano dal pallone (Berruti, Barsotti e Della Santa). Ci sono i soci rossoneri (assente solo il presidente Andrea Bacci), i dirigenti e tutti quelli a cui Alvaro ha dato ben più di qualche massaggio ai muscoli. Dagli anni ’80 ha messo le sue mani a disposizione dei colori rossoneri e generazioni di calciatori si sono fatti rimettere in sesto dalle sue braccia ma anche dai suoi consigli.
[[atex:gelocal:il-tirreno:lucca:foto-e-video:1.13930471:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/lucca/foto-e-video/2016/08/07/fotogalleria/i-funerali-di-vania-vannucchi-1.13930471]]
Recordman di presenze. È un’istituzione Alvaro: è il massaggiatore con il record di presenze. Ha superato persino “il mitico” Beolino Lippi. Si è seduto sulla panchina rossonera dagli anni ’80 fino al 2008 e poi di nuovo dal 2014 fino a questa stagione. Tutte le sue “Lucchesi” si sono riunite in chiesa. Per salutarlo sono arrivati Valter Casarotto, Gaetano Salvi e Mario Donatelli, protagonisti del campionato vinto nel 1986, quello che portò i rossoneri dalla C1 alla C2. C’è anche Alessandro Badii, che nonostante abbia trascorso un solo anno a Lucca come segretario, ha preso la macchina e da Arezzo è arrivato puntuale nella chiesa di San Marco. Nelle retrovie spuntano l’interditore Marco Napolioni, l’allenatore in seconda Armando Reggianini e l’attaccante Nazzareno Tarantino che Alvaro ha visto crescere. Nelle prime file anche l’ex allenatore Paolo Baldi e l’ex preparatore ai tempi della B Paolo Alessandroni. Pascucci, Fusini e De Rossi (papà di Daniele) non sono riusciti a venire, ma hanno mandato un telegramma alla famiglia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
