Diciotto ore di agonia, poi la morte
Diciotto ore di agonia, poi la fine. Impossibile che Vania Vannucchi potesse salvarsi: le ustioni erano troppo profonde e diffuse. Avevano lacerato il novanta per cento del corpo della donna. Al...
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Diciotto ore di agonia, poi la fine. Impossibile che Vania Vannucchi potesse salvarsi: le ustioni erano troppo profonde e diffuse. Avevano lacerato il novanta per cento del corpo della donna.
Al reparto grandi ustioni di Cisanello il direttore dottor Antonio Di Lonardo spiega che Vania, cosciente sul momento dell’aggressione (tanto da chiedere di parlare al telefono col marito) pochi minuti dopo, sul Pegaso che la portava a Cisanello, ha perso conoscenza, per non riacquistarla più. Era in condizioni disperate: con un quadro quadro clinico così pregiudicato non c’erano speranze di potersi salvare.
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