Il presidio
Neonato morto al S. Luca, quattro avvisi di garanzia
Ma salta l’autopsia sul corpicino del bimbo che pesava 3 chili e 700 grammi perchè la procura deve identificare altro personale che ha assistito la puerpuera
LUCCA. Un anestesista, due ginecologi e una pediatra hanno ricevuto un’informazione di garanzia dalla procura della Repubblica in relazione alla vicenda del bimbo venuto alla luce il 30 giugno scorso nella sala parto dell’ospedale San Luca senza attività respiratoria e battito cardiaco. In una parola è nato morto. Si tratta di un atto dovuto da parte del magistrato che ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, ma che al momento necessità di conferme che solo l’autopsia potrà dare e che saranno fondamentali per archiviare o meno la posizione dei professionisti.
Nuovo rinvio. Una vicenda che si trascina ormai da un mese e che ieri mattina avrebbe dovuto avere un epilogo con la nomina da parte dell’autorità giudiziaria del medico legale Marco Di Paolo dell’università di Pisa che avrebbe dovuto eseguire il riscontro diagnostico all’obitorio del Campo di Marte. Un conferimento che il sostituto procuratore Sara Polino non ha potuto effettuare. Servono ulteriori accertamenti da parte della polizia giudiziaria. Infatti al momento sono stati individuati soltanto i medici che si trovavano in sala parto quando è nato il bimbo mentre per effettuare un accertamento completo e capire bene ogni passaggio gli inquirenti devono prendere in esame le condotte dei singoli dal momento in cui la giovane mamma, una donna di origine bielorussa, è stata ricoverata nel reparto di ostetricia e ginecologia vale a dire il 29 giugno, giorno precedente all’evento. L’individuazione dei professionisti o degli infermieri che in qualche modo hanno avuto in carico la paziente è fondamentale per la validità degli atti. Perché chiunque abbia ricevuto l’informazione di garanzia ha il diritto di nominare un suo legale e un professionista di fiducia che possa assistere all’esame necroscopico.
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Il silenzio dei genitori. Tutto rimandato alla prossima settimana quando probabilmente si procederà al conferimento dell’incarico al medico legale da parte della procura, all’autopsia e alla restituzione del corpicino alla famiglia affinché possa darne degna sepoltura. I genitori, soprattutto il padre che ha sporto denuncia, al momento preferiscono non rilasciare dichiarazioni e sono chiusi nel loro dolore in attesa delle decisioni della magistratura. Il piccolo Ryan era il loro primo figlio e da tempo la coppia aspettava di assaporare la gioia per la nascita tanto attesa che avrebbe allietato la loro esistenza. Non accusano esplicitamente nessuno, ma chiedono di conoscere la verità. Soprattutto vogliono capire se non fosse stato il caso di procedere con un taglio cesareo anziché con il parto naturale e se era proprio necessario usare la ventosa.
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