Il Tirreno

Lucca

Le piante, la vita la filosofia di Pia Pera Lucca oggi la piange

di Nadia Davini
Le piante, la vita la filosofia di Pia Pera Lucca oggi la piange

La scrittrice, docente universitaria e traduttrice dal russo è scomparsa a sessant’anni dopo una lunga malattia

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Ieri qualcuno su Facebook ha scritto che ci sono notizie capaci di far sparire il sole anche in pieno luglio. Non era un commento casuale: di seguito veniva riportato l'articolo contenente il triste annuncio della morte di Pia Pera. Una notizia che ha lasciato tutti così come si resta di fronte a qualcosa che accade all'improvviso e che fa male. È successo a casa sua, nel giardino a cui aveva vocato se stessa una quindicina di anni fa, un posto bellissimo e libero sorto alle porte di Lucca, una vera repubblica delle piante, nella quale è facile rintracciare l'essenza di chi se ne prendeva cura. Così selvatico eppure gentile, rispettoso della terra, come valore sommo su cui riunirsi e fermarsi a riflettere e per il quale, se necessario, ribellarsi. Il giardino per lei, che oltre a essere una scrittrice-giardiniera, come amava definirsi, era anche un'intellettuale dai molteplici interessi, non significa semplice natura. Al contrario, sprigiona cultura. Lì sono racchiuse le origini, le fatiche, le tradizioni. E poi la possibilità di sperimentarsi, il diverso modo di approcciarsi alle piante, il continuo coltivarsi a vicenda, come un dialogo su se stessi. Un'empatia costante che magistralmente Pia Pera descrive nel suo ultimo libro, "Al giardino ancora non l'ho detto"e: un capolavoro letterario sotto forma di diario, in cui l'autrice rivelae al mondo la sua malattia, la Sla, che l'aveva colpita quattro anni fa. Un flusso di coscienza potente, fresco vincitore del premio speciale della giuria del Rapallo; un racconto del progressivo restringersi delle possibilità del corpo, che nonostante la tragedia che descrive riesce a trasmettere leggerezza e serenità. A Pia, figlia eccezionale di genitori eccezionali, si devono molte cose: sua, per esempio, la creazione della rete Orti di pace (www.ortidipace.org), a disposizione di chiunque consideri l'orto e il giardino un luogo ideale per intrecciare scambi con la natura e la comunità. Sempre sua, poi, l'idea di trasportare il giardinaggio nella letteratura: un genere difficile, che solo Pia poteva rendere celebre, popolare, a portata di tutti eppure così filosofico. La Pera era una donna troppo libera e anticonformista per restare dentro schemi decisi da altri. Con determinazione, allegria e umiltà la sua vocazione se l'è coltivata ogni giorno. Un po' come il padre, Giuseppe Pera, padre fondatore del giuslavorismo di età Repubblicana, morto nel 2007: a lui è dedicata una Fondazione, di cui la figlia è stata presidente fino a pochi anni fa. «Vengo da un altro mondo - scrive - ero stata allevata per qualcosa di completamente diverso». Dopo aver insegnato russo a Trento e tradotto l'Evgenij Onegin di Puskin e Un eroe del nostro tempo di Lermontov, ha scritto saggi e libri di narrativa e collaborato con quotidiani e periodici nazionali. Alla sua vita cosmopolita un giorno decide di far subentrare un orto e un giardino: le esperienze sul campo diventeranno letteratura. Così, l'opera "L'orto di un perdigiorno. Confessioni di un apprendista ortolano", con cui vince il premio Grinzane Cavour; seguono "Contro il giardino" e "Il giardino che vorrei". La sua grandezza è sintetizzata in queste parole che Pia Pera scrisse nel 2013. «Se il seme può dirsi a ragione di chi lo raccoglie in natura, di chi lo riproduce dalle piante che coltiva, di chi lo riceve in dono o lo compra, questa pretesa di proprietà non può estendersi dai singoli semi al loro codice genetico. Questo non può appartenere a nessuno: è frutto di una storia infinita che ha visto agire insieme le forze della natura e la sagacia dell'uomo, in un concorrere di azioni dove è davvero impossibile, oltre che insensato, tracciare confini precisi di proprietà. Non abbiamo tutti il diritto di adoperarci per la continuazione della vita?».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web