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Rapine e botte al gioielliere: cinque arresti
Operazione dei carabinieri nei campi nomadi in diverse province toscane
LUCCA. Maxioperazione dei carabinieri della compagnia di Lucca nelle prime ore della mattinata di mercoledì 20 luglio. I militari, con l’impiego di circa ottanta persone e dei nuclei cinofili di Firenze e Pisa-San Rossore, hanno dato esecuzione su tutto il territorio della provincia di Lucca e, parzialmente, in quelli di Massa, La Spezia, Pistoia e Grosseto, a una serie di ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale di Lucca nei confronti di una banda di etnia Sinti dimorante nei campi nomadi della provincia, indagata per ”associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio, furto, rapina, ricettazione”.
Il carcere è stato disposto per tre persone già detentut, Clei Satori, Domenico Tarantino e Ismaele Lebbiat. Gli arresti domiciliari, invece, sono stati disposti nei confronti di Samuele Ammoscato, 24enne di San Macario di Lucca e di Sergio Ersemberger, 42enne di Lucca, mentre la misura dell’obbligo di presentazione alla P.G. è stata disposta nei confronti di un 22enne di Capannori e di un 50enne di Montecatini Terme, che come titolare di un "compro oro", aveva ricevuto a più riprese oggetti e preziosi frutto delle rapine. Irreperibili altre tre persone raggiunte da ordinanza di custodia in carcere.
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L’operazione ”Non stop” (che deve il nome al fatto che i soggetti coinvolti nel tempo hanno continuato a delinquere, alternandosi e scambiandosi compiti e ruoli) trae origine dal sequestro di refurtiva di vario genere trovata in possesso di alcuni soggetti di etnia Sinti dimoranti nel campo nomadi di Maggiano, in via della Fregionaia di Lucca e dalla recrudescenza dei furti, riconducibili alla stessa banda, a Lucca e nella Piana, che hanno portato i Carabinieri del nucleo investigativo e del nucleo operativo e eadiomobile, coordinati dal sostituto procuratore Aldo Ingangi, a intraprendere una specifica indagine sul fenomeno e sui soggetti facenti capo ai campi nomadi della provincia.
L’attività investigativa, infatti, ha consentito di verificare che la banda era stabilmente dedita alla commissione di furti di ogni genere e nel tempo ha avuto un’alternanza ed un crescendo, passando dai numerosi furti di borse sulle auto lasciate temporaneamente in sosta dalle mamme che accompagnavano i propri figli alle scuole materne del capannorese e dall’illecito utilizzo delle relative carte di credito e bancomat da parte dei malfattori, ai diversi furti in abitazione e presso ditte ed esercizi commerciali di Lucca e della piana, in particolare nel fine settimana e nel periodo compreso tra la fine del vecchio e l’inizio del nuovo anno, a quelli ai danni di banche ed uffici postali: in particolare a Quiesa di Massarosa e a San Martino in Freddana del comune di Pescaglia, mediante l’asportazione di bancomat letteralmente divelti e caricati su carri attrezzi precedentemente rubati in alcune carrozzerie della zona.
Il vero e proprio salto di qualità, poi, la banda lo compie il 12 gennaio 2016, quando rapina l’oreficeria “Aldo gioielli” di Lucca, sulla via Sarzanese, a seguito della quale rimane ferito il titolare, ammanettato all’interno e colpito ripetutamente con pugni e col calcio di una pistola e si impossessa di preziosi per un valore superiore ai sessantamila euro. Proprio le indagini relative a questo colpo avevano portato in carcere Satori e Tarantino, che veva agito insieme a una ragazza lucchese.
Nel corso delle perquisizioni, inoltre, i militari hanno rinvenuto all’interno dell’abitazione di Ammascato piante di marijuana coltivate illegalmente ed un grammo della stessa sostanza già essiccata e, pertanto lo hanno tratto in arresto in flagranza per detenzione e coltivazione di sostanze stupefacenti. Inoltre, sono stati ritrovati e sottoposti a sequestro una pistola tipo Glock, una carabina ad aria compressa, due radio ricetrasmittenti e del materiale cartaceo con l’indicazione di itinerari ed abitazioni della provincia oggetto di furto, sui quale sono in corso accertamenti al fine di individuarne provenienza ed eventuale utilizzo, nonché una collezione di monete italiane ed estere che risulta provento di un furto consumato in un’abitazione di Lucca.
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