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Dipendente Asl accusata di intascarsi i rimborsi del ticket
Lucca: la donna avrebbe approfittato di un guasto al sistema computerizzato
CASTELNUOVO. È accusata di peculato e falso in atto pubblico per aver approfittato, stando all’accusa, di un guasto al sistema computerizzato di pagamento del ticket per impossessarsi di circa mille euro realizzando a mano false richieste di rimborso del ticket ad almeno una decina di persone, per lo più pensionati residenti in Garfagnana, che hanno disconosciuto le firme delle richieste di rimborso. Nei guai è finita una dipendente ultracinquantenne dell’Asl della Garfagnana a cui il sostituto procuratore Piero Alessandro Capizzoto ha inviato l’avviso di conclusione delle indagini concedendo così al legale della donna di poter depositare memorie difensive o far sottoporre la sua assistita a un’interrogatorio davanti alla polizia giudiziaria proprio per chiarire la sua posizione e indurre il magistrato a chiedere l’archiviazione anzichè la richiesta di rinvio a giudizio.
I fatti in esame si riferiscono ai primi giorni dell'agosto 2015, in particolare al 5, e sulla vicenda è in corso anche un accertamento ispettivo interno all'azienda sanitaria. Proprio da quella segnalazione pervenuta la scorsa estate, la polizia giudiziaria avrebbe preso spunto per ascoltare i parenti delle persone indicate sulle richieste di rimborso manuali. Sia loro che i presunti richiedenti che avevano chiesto o si erano sottoposti a prestazioni sanitarie in quel lasso temporale hanno disconosciuto le firme poste in calce alle richieste di rimborso sui ticket. Stando all'accusa non tornerebbe neanche la numerazione manuale delle stesse richieste di rimborso. Una vicenda ancora tutta da chiarire con l’addetta allo sportello ticket - attualmente è ricollocata ad altro servizio - che nega ogni addebito e che i colleghi di lavoro ritengono una persona professionalmente e umanamente ineccepibile.
Luca Tronchetti
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