Toscana Bella, Fabbriche partecipa alla promozione
FABBRICHE DI VERGEMOLI. Il comune di Fabbriche di Vergemoli ha aderito al progetto della Regione “Toscana Ovunque Bella”, un portale internet di promozione turistica dove i comuni presentano il...
FABBRICHE DI VERGEMOLI. Il comune di Fabbriche di Vergemoli ha aderito al progetto della Regione “Toscana Ovunque Bella”, un portale internet di promozione turistica dove i comuni presentano il proprio territorio in una maniera originale e diversa dai soliti canoni, con storie inedite e sorprendenti. Fabbriche di Vergemoli, che vanta più di cinquantamila presenze l'anno legate al turismo, ha deciso di proporre due percorsi legati alle leggende e al folklore popolare.
Il primo percorso parte da Fabbriche di Vallico e termina a Calomini presso il famoso Eremo, toccando San Luigi, la buca delle Fate, la grotta di Castelvenere, San Pellegrinetto, la Tana che Urla, la Chiesaccia (per precisione è nel comune di Stazzema) e le antiche miniere. Il secondo percorso, più breve, parte dalla Grotta del Vento, scende a Fornvolasco, arriva fino al Boscaccio per poi risalire tramite l'antica via Lombarda alla Fortezza di Vergemoli e finire il giro al Trimpello. Le regole della storia proposta sono rigide; massimo 5 capitoli per 3.000 battute, con titoli di massimo 64 battute e sottotitoli 150 battute.
Una piccola sfida che il comune di Fabbriche ha affrontato con due racconti attingendo alle leggende locali e nell'antica sapienza degli anziani. «Unire le leggende locali con due percorsi naturalistici e storici non è stata una facile impresa – dichiara il il sindaco Michele Giannini - soprattutto perché la storia doveva rientrare in uno spazio determinato. Molti conoscono Fabbriche di Vergemoli per la Grotta del Vento, il nostro fiore all'occhiello del turismo, ma tutto il territorio merita di essere visitato. Grazie alla professionalità apportata dagli assunti col Progetto Ecomuseo, siamo riusciti a presentare Fabbriche di Vallico e Vergemoli in una nuova e originale veste, senza snaturare le peculiarità e le bellezze del luogo».
Nicola Bellanova
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