Il Tirreno

Lucca

Il castello di Nozzano fortilizio delle 6 miglia con le torri merlate

di Paola Taddeucci

Quanta storia dietro all’avamposto della Repubblica Lucchese verso Pisa: più volte fu danneggiato e distrutto nelle guerre

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LUCCA. Ogni settembre, dal 1991, rievoca il suo antico e glorioso passato in una delle manifestazioni storiche più importanti e longeve della Lucchesia.

Tre serate di festa, tra bellissimi costumi e rulli di tamburi, per Nozzano e il suo borgo medievale, quest'anno arrivato ai cinque lustri della grande rievocazione, chiamata da sempre “Il castello rivive”.

E a far rivivere un'atmosfera d'altri tempi, prima di quell'appuntamento, è la foto che Il Tirreno regala mercoledì 6 luglio per la raccolta “Lucca di notte”.

Spenti i fragori della vita quotidiana, nell'immagine scattata da Fabio Muzzi il borgo si mostra avvolto dall'incanto dell'oscurità, interrotta solo dai fari che illuminano le torri merlate. Al tempo in cui quelle torri furono costruite, alla fine del 1300, invece dei fari c'erano le fiaccole e le case non erano quelle di oggi.

Ma non ci vuole molto a cancellarle un attimo dalla mente per riavvolgere il nastro e ripercorrere tutta la storia di Nozzano. Bisogna tornare indietro addirittura di un millennio per trovare le sue origini. La presenza del castello, infatti, era già attestata prima del 1000: solitario, eretto su un'altura rocciosa laddove il fiume Serchio sfocia nella pianura pisana.

Una collocazione strategicamente rilevante perché là passava uno dei confini più caldi dell'epoca: quello tra Lucca e Pisa, due città perennemente in guerra. Il fortilizio di Nozzano, che apparteneva al territorio delle sei miglia, era l'avamposto del sistema difensivo della Repubblica lucchese.

Oltre ad essere geograficamente in prima fila, faceva parte della fitta rete di comunicazione messa in atto dal governo degli Anziani per proteggere i confini dello Stato e basata, appunto, sulle torri di avvistamento sparse su tutto il territorio.

Erano complessivamente undici, più la torre del Palazzo degli Anziani a Lucca che era il fulcro del sistema difensivo: sono in gran parte ancora in piedi, intatte o a spezzoni, eccetto quella degli Anziani, abbattuta nel 1806 da Elisa Baciocchi per aprire piazza Napoleone. Le torri si tenevano l'una in contatto con l'altra attraverso vari metodi: di giorno tramite segnali sonori lanciati con le campane o gli spari di piccole artiglierie, mentre di notte i messaggi erano affidati al fumo, che veniva acceso su grossi bracieri di ferro battuto. Su ogni torre i soldati avevano traguardi fissi e cannocchiali per controllare l'arrivo di tali segnali e dare l'allarme.

Nelle logoranti guerre tra Lucca e Pisa, andate avanti per oltre due secoli, il castello di Nozzano fu più volte danneggiato e distrutto. Ma riuscì sempre a risorgere. Anzi, ad ogni ricostruzione sembrò conoscere nuova vita e nuova forza, fino a diventare la più formidabile struttura militare di cui la Repubblica potesse disporre a presidio dei propri confini. Per il fortilizio, del resto, furono applicate soluzioni architettoniche che ne esaltarono la funzione militare. Perimetro irregolare e coronato da due alte torri parallele, disponeva di un'unica porta, facilmente controllabile da tutto il complesso fortificato. Che era disseminato di feritoie strettissime, attraverso le quali i soldati potevano scagliare le loro frecce senza essere visti. Di contro le sue molteplici forme angolari costituivano un deterrente a qualsiasi oggetto venisse lanciato dall'esterno. Dopo una vita tanto gloriosa, per la coriacea fortificazione finalmente arrivò il momento della quiete. In particolare è del 1395 l'ultimo assetto, quello che vediamo ancora oggi. E che ogni anno, ai primi di settembre, rivive la sua età dell'oro grazie all'associazione culturale “Il castello”, ideatrice e da sempre organizzatrice della rievocazione storica. Quella del 2016, assicura il sodalizio, sarà un'edizione spettacolare e indimenticabile, data l'importante ricorrenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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