I sindacati preoccupati per i lavoratori
Bruni (Cgil): «Chiediamo garanzie per i dipendenti di Gesam. Il 15 luglio incontro in Comune per la clausola sociale»
LUCCA. «La scissione asimmetrica è uno strumento tra tanti. Il fatto che per ora non possa essere utilizzato per noi è ininfluente: quello che ci interessa è la salvaguardia dei posti di lavoro». Paolo Bruni, sindacalista della Filctem Cgil è la persona che segue gli interessi dei lavoratori per il progetto di scissione asimmetrica di Gesam spa. Progetto che dopo il parere di Anac sembra naufragare o quanto meno allontanarsi nel tempo.
«Non ho ancora letto il parere dell’Autorità anti-corruzione – spiega Bruni – ma per quello che riguarda i lavoratori i riflessi sono nulli. La scissione asimmetrica era lo strumento che l’amministrazione comunale riteneva più idoneo per arrivare alla fine di un percorso, ma di certo non è l’unico. Per quanto ci riguarda tutti i percorsi sono idonei a patto che contengano al loro interno una clausola sociale che tutela i lavoratori».
Sul piatto, da un lato ci sono gli oltre 35 lavoratori di Gesam gas che teoricamente dovrebbero essere assunti dal nuovo gestore della rete insieme a quelli di tutti gli altri operatori presenti sul territorio (la clausola sociale, in questo caso dovrebbe essere inserita nel bando di gara); dall’altro lato ci sono i lavoratori impiegati nei servizi cimiteriali (otto, più un dirigente) e quelli di Gesam Energia (tre) che dovrebbero finire nella nuova società dei servizi controllata al 100% dal Comune. «Il 15 luglio ci sarà un incontro col Comune per cercare di definire un accordo – spiega Bruni – Il testo che abbiamo proposto riguarda le clausole sociali che possono applicarsi a qualsiasi strumento si decida di mettere in atto. Che sia la scissione asimmetrica o, ad esempio, una cessione di ramo d’azienda cambia poco. Il testo punta su quegli elementi di garanzia ritenuti imprescindibili dai lavoratori: mantenimento dell’anzianità contrattuale, della previdenza maturata, della sede di lavoro, del livello di professionalità. Parlo di tutte quelle regole che finiscono sotto il cappello delle “garanzie civilistiche”. Per quanto riguarda i lavoratori di Gesam Gas chiediamo che la clausola sia inserita all’interno del bando di gara e sia applicata all’interno dell’ambito territoriale. Per gli altri lavoratori (servizi cimiteriali e Gesam energia) la questione riguarda il riassetto societario e la trattativa sulla clausola sociale viene condotta esclusivamente con il Comune di Lucca. Se l’amministrazione intende riportare a un affidamento legittimo i servizi cimiteriali e l’illuminazione pubblica, può scegliere varie strade (affitto o cessione di ramo d’azienda, scissione asimmetrica, ndr) ma in ogni caso deve prevedere le garanzie per i lavoratori».
Per i sindacati non c’è dunque una strada maestra per raggiungere l’obiettivo: «Aspettiamo di vedere cosa prevedrà la riforma Madia – spiega Bruni – ma qui si pone un problema di tempi: l’impianto generale della legge potrebbe essere disponibile anche in tempi brevi, ma per i decreti attuativi ci vorranno mesi. Basti pensare che stiamo ancora aspettando decreti attuativi di leggi approvate 3-4 anni fa. Mi sembra che il Comune non abbia tutto questo tempo: la gara dovrebbe essere fatta entro settembre-ottobre. A meno che non ci siano nuove proroghe. ll fatto che per il mancato rispetto di questa scadenza non siano previste sanzioni e penali, fa stare abbastanza tranquille un po’ tutte le amministrazioni, non solo Lucca».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
