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la protesta per le condizioni della strada

Sp56, sale la rabbia «Andiamo in procura»

Sp56, sale la rabbia «Andiamo in procura»

BAGNI DI LUCCA. Il prossimo passo? La procura. Non ci sono più giri di parole né scuse che tengano, tantomeno la pazienza di aspettare ancora; questa volta i cittadini residenti nel paese di Tereglio,...

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BAGNI DI LUCCA. Il prossimo passo? La procura. Non ci sono più giri di parole né scuse che tengano, tantomeno la pazienza di aspettare ancora; questa volta i cittadini residenti nel paese di Tereglio, in località Le Valli e nelle zone limitrofe hanno preso una decisione definitiva. La strada provinciale 56 che dal territorio di Coreglia si immette in quello di Bagni di Lucca (conducendo centinaia di turisti all’Orrido di Botri e al rifugio Casentini) versa ancora in pessime condizioni: a nulla, infatti, sembrano essere valse le tante rimostranze ed adesso i cittadini si dichiarano stanchi di attendere che qualcosa si muova.

«Abbiamo fatto di tutto per farci ascoltare – racconta Anna Maria Togneri, portavoce del comitato sorto in modo spontaneo –. Sono anni che qui non vengono fatte opere di manutenzione e da tanto tempo segnaliamo questo stato di incuria: smottamenti, zanelle occluse, erba alta. La tempesta di vento del 2015 poi – prosegue Togneri – ha dato il colpo di grazia: parte della carreggiata dopo la dogana è franata verso valle ma nessuno è intervenuto in modo risolutivo. La passata estate, aiutati dai tanti turisti che affollavano l’Orrido, raccogliemmo nel giro di pochi giorni 600 firme ma neppure quelle sono servite». Una delegazione aveva incontrato anche il consigliere provinciale Adolfo Del Soldato, poi i cittadini avevano sperato in un sopralluogo del presidente Luca Menesini: «La misura è colma ed il prossimo passo sarà quello di recarsi in procura – tuonano i residenti –. Nella zona, sparse nelle diverse località, vivono molte famiglie e tanti sono gli stranieri che soggiornano qui durante la bella stagione sia come ospiti di attività ricettive sia come proprietari di abitazioni. Tutti paghiamo regolarmente le tasse e abbiamo diritto a una strada decorosa e sicura. Così non si può andare avanti e chi ha delle responsabilità deve assumersele».

Chiara Lammari

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