Tre anni e due mesi per l’automobilista che investì e uccise Alice
Lucca: patteggiamento per il neopatentato coinvolto nell’incidente dell’estate 2014 in cui morì la 28enne di Ghezzano
LUCCA. Alessio Angeli, di Bagni di Lucca, 21 anni compiuti da poco, ha patteggiato tre anni e due mesi per la morte di Alice Bernardi, la giovane motociclista di Ghezzano (san Giuliano Terme) travolta e uccisa due anni fa sul Brennero. Il terribile incidente avvenne all'altezza del "Piaggione", nella notte tra sabato 5 e domenica 6 luglio 2014. Un gruppo di appassionati di due ruote della provincia pisana, stava percorrendo la via del Brennero, diretto verso Lucca, di ritorno da un motoraduno, in Garfagnana. Alice Bernardi, 28 anni, era seduta sulla moto condotta dal fidanzato, Emiliano Betti. Dal verso opposto arrivò una Fiat Panda guidata da un 19enne, neopatentato, di Bagni di Lucca. Lo scontro avvenne in prossimità della curva che, andando verso Borgo a Mozzano, segna la fine dell'abitato del Piaggione.
Secondo le testimonianza offerte dai feriti e i rilievi effettuati dai vigili, l'automobilista invase la corsia dei motociclisti e colpì in pieno il mezzo su cui viaggiano Alice ed Emiliano. La ragazza venne sbalzata nel fosso a fianco della strada. Il suo fidanzato rimase agganciato alla moto e si incastrò sotto il guard-rail. La corsa dell'auto proseguì ancora per qualche decina di metri: abbastanza per impattare contro il mezzo guidato da Elena Mannari, che piombò a terra.
Per Bernardi non ci fu nulla da fare, mentre Mannari e Betti riportarono serie ferite. Il giovane automobilista, inoltre, risultò positivo all'etilometro: nel sangue aveva alcol in quantità superiore a 1,5 g/l, quando il limite è fissato a 0,5.
«Trovandosi in stato di ebbrezza - si legge infatti negli atti - e mantenendo una velocità elevata, stimata tra 90 e 100 kmh, comunque non adeguata alle condizioni della strada e di tempo, giunto in località “Piaggione” invadeva la semi carreggiata opposta andando ad investire ben due motocicli e provocando un morto e due feriti».
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Devastante l'impatto con la moto (una Ktm) sulla quale si trovavano Alice e Emiliano. La macchina proseguì nella sua corsa, travolgendo una seconda moto dove si trovava la terza persona ferita, quella meno grave, per terminare la sua folle e letale avanzata contro un muretto distrutto anch'esso dalla Panda lanciata a velocità spropositata rispetto alle caratteristiche della strada dove il limite è di 50 km/h.
In conseguenza dell'urto la Bernardi veniva condotta in stato di coma all'ospedale di Lucca, ma tutte le cure prestate dai sanitari furono inutili: mortì infatti a seguito dei gravi traumi e dell’emorraglia. Lesioni gravissime anche per Betti e ferita serie anche per Mannari.
Il giorno dopo l'incidente che aveva provocato la morte della giovanesi scatenarono numerose polemiche sulla pericolosità del tratto della via del Brennero che attraversa la frazione del Piaggione.
Ma la Fiat Panda guidata dall'imputato viaggiava troppo spedita, e troppo alcol era presente nelle vene del neo-patentato che non riuscì a riflettere, a rallentare la corsa che poi si dimostrò fatale per Alice Bernardi.
Grande fu la commozione degli amici della ragazza, che parteciparono in massa al funerale nella chiesa di Ghezzano, frazione di San Giuliano Terme dove aveva la residenza.
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