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Lucca

D’Ambrosio: cambiare la reputazione di Altopascio

di Nicola Nucci
D’Ambrosio: cambiare la reputazione di Altopascio

La candidata del centrosinistra risponde a chi l’accusa di essere inesperta «Lo dice chi governa da anni e non è stato capace di rispondere ai problemi»

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ALTOPASCIO. Sara D’Ambrosio è arrivata alla candidatura dopo cinque anni in consiglio comunale. È candidata in quota Pd, ma è sostenuta anche da una lista civica. Ed è lei stessa a spiegare il perché di questo: «La mia candidatura è sostenuta dal Partito Democratico e dalla lista civica Viviamo Altopascio. Il progetto che ho voluto portare avanti e che abbiamo costruito con le tante persone che hanno partecipato in questi anni e in questi ultimi mesi guarda a tutti coloro che credono nella forza di un cambiamento per il nostro paese. “Viviamo Altopascio” è nata perché è forte questo desiderio di dare una svolta al nostro paese e le persone che ne fanno parte hanno deciso di sostenermi perché al di la dei partiti c’è la consapevolezza che il nostro è l'unico progetto credibile dopo tanti anni di promesse non mantenute».

I suoi oppositori però dicono che è inesperta per guidare Altopascio, il secondo comune della Piana per numero di abitanti (oltre 15.000): cosa risponde?

«Questa è l'unica critica che mi viene fatta ormai da mesi. Essere giovani però non significa essere inesperti. Ho sulle spalle un'esperienza in consiglio comunale di cinque anni e una squadra competente e determinata pronta per governare. E poi penso che l'esperienza si dimostri sul campo. Chi mi accusa di essere inesperta è chi ha amministrato per tutti questi anni senza dare risposte e soluzioni ai problemi del paese. Se l'esperienza è quella allora dico: tenetevela».

L'assessore regionale Marco Remaschi è capolista del Pd. Una mossa a sorpresa all'ultimo giorno di chiusura delle liste: una presenza autorevole ma anche ingombrante?

«Ingombrante? No, semmai importante e qualificante. Importante perché da alla lista un contributo di grande esperienza. Qualificante perché le sue doti di amministratore pubblico sono indiscutibili. E direi gratificante, perché dimostra concretamente di voler bene ad Altopascio e ai suoi cittadini, impegnandosi in prima persona nonostante il rilevante impegno da assessore regionale».

Nel Partito Democratico si riconosce nella componente renziana?

«Sono abituata a confrontarmi sui singoli temi concreti e per come la vedo io è riduttivo parlare di correnti e componenti. Il Partito democratico è uno e abbiamo di fronte a livello nazionale tante sfide e responsabilità importanti. Ad Altopascio non c'è bisogno di mettere etichette ma di risolvere i problemi e lo si fa con un gruppo unito in cui c'è spazio per tutti. Credo che la mia squadra ne sia la prova».

Un argomento “caldo” anche nella Piana è quello dell'accoglienza dei profughi: quale è la sua posizione?

« I miei avversari su questo tema, spalleggiati da personaggi come Matteo Salvini, ingannano le persone e sostengono posizioni insostenibili. Altopascio è un paese con 2.300 stranieri ufficialmente residenti, il 15% dell'intera popolazione, la percentuale più alta dell'intera provincia e non sono certo persone arrivate negli anni con l'emergenza profughi. Il vero problema problema di Altopascio è un'amministrazione miope che oggi fa la voce grossa per accogliere 10-20 profughi mentre in questi anni non è stata in grado di  controllare il territorio. Quanti altri stranieri vivono ancora abusivamente sul nostro comune? C'è bisogno di maggiori controlli e di rispetto della legalità. Per tutti. Questo sarà il nostro modo di operare se riusciremo a vincere le elezioni».

La sicurezza è un punto forte del suo programma, ma è anche un tema caro al centrodestra: quali sono le sue proposte?

«Anche sulla sicurezza i numeri parlano da soli. Quando Altopascio aveva 9.000 abitanti c'erano 16 agenti della polizia municipale. Oggi siamo quasi 16mila abitanti e il corpo di polizia municipale è quasi dimezzato a 9. Questo vuol dire investire nella sicurezza? Dobbiamo garantire la presenza di più uomini sul territorio, collaborare in sinergia con tutte le forze dell'ordine per un controllo costante dei quartieri, dobbiamo investire nella videosorveglianza nei luoghi sensibili in stretta collaborazione con polizia e carabinieri. Nei 23 anni di questa amministrazione il nostro comune, lo dicono i dati, è quello con la più alta criminalità. Alla faccia della sicurezza».

Non sono mancate polemiche in campagna elettorale: il sindaco uscente Marchetti ha definito una "scorrettezza" la presenza del ministro Stefania Giannini ad Altopascio a sostegno della sua candidatura.

«Con la ministra Giannini abbiamo affrontato il tema dell'edilizia scolastica, abbiamo parlato delle opportunità mancate in questi anni e che invece dovremo cogliere investendo nelle scuole  per renderle piu sicure, accoglienti e tecnologicamente avanzate. Abbiamo impostato le basi per un lavoro che porteremo avanti con il ministro nei prossimi anni. Se la mia vicinanza politico istituzionale dà fastidio a qualcuno io sono poco interessata. A me interessa  dare risposte ai nostri giovani, dare prospettive di formazione e opportunità lavorative al territorio. La popolazione è duplicata e gli spazi nelle scuole sono sempre gli stessi: come possono dare lezioni a me e al ministro Giannini?»

Quale è un tema fondamentale per Altopascio?

«Cambiare la reputazione di Altopascio. Il nostro è un bel paese che negli anni non è stato valorizzato e si è creata un’immagine che vogliamo cambiare. Mancano servizi essenziali come le fognature. È necessario il potenziamento della rete idrica. Inoltre mancano parcheggi, spazi a verde e di aggregazione per i giovani e gli anziani, oltre che impianti sportivi adeguati per un comune di 15.000 abitanti. Come l'ormai vecchia palestra di Via Marconi inadeguata per il basket. Tutto questo è necessario per tornare ad essere un paese bello sicuro e in cui vivere bene. Un paese accogliente è un paese dove far crescere i propri figli».

Le prime tre cose che farebbe da sindaco?

«La prima cosa che farò sarà ridurre la mia indennità di sindaco e quella degli assessori del 30%. Un risparmio di 50.000 euro all'anno da impiegare in borse di studio e materiale didattico per le scuole. Ci vuole più sobrietà nell'amministrare la cosa pubblica. Io questo segnale lo voglio dare. Altra cosa urgente sarà approvare il bilancio 2016 al fine di iniziare quell'attivita di rilancio di cui Altopascio ha bisogno. Da subito poi saremo al lavoro con regione e governo rispetto a tutti quegli interventi necessari sulla viabilità. Problema annoso e mai risolto in questo comune grazie all'incapacità di una amministrazione autoreferenziale».

Che cosa l'ha spinta ad entrare in politica?

«Perché credo e sono convinta che il nostro paese deve cambiare, deve migliorare e per farlo c'è bisogno di persone che si mettono in gioco con determinazione, preparazione e voglia di fare. A credere nel cambiamento dobbiamo essere prima di tutto noi altopascesi. L'obiettivo sarà pensare al bene comune e non al bene di tutti, senza lasciare indietro nessuno. Ci sono tutte le condizioni per scrivere un'altra storia per Altopascio».

Quale è il suo luogo del cuore di Altopascio?

«Il centro del paese è il luogo del cuore non solo mio ma di tutti gli altopascesi che si ricordano bene cos'era la “piccola Fillungo”. Lavoremo sul decoro urbano, su nuove e diverse manifestazioni e eventi, su incentivi per la nascita di nuove attività commerciali e sul sostegno a quelle esistenti. L'obiettivo è rilanciare il commercio nel centro del paese».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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