Ex scalo merci, da un bando i soldi per il terminal bus
L’amministrazione presenterà un piano che prevede parcheggio e ciclabile Ma sul tavolo c’è anche la trattativa con Ferrovie per il rinnovo della convenzione
LUCCA. L’amministrazione comunale punta a chiudere la legislatura avendo incanalato su un binario sicuro la vicenda dell’ex scalo merci. L’obiettivo, ormai noto da tempo, è realizzare in quell’area un polo-intermodale per lo scambio integrato fra auto private, servizio pubblico di trasporto e treni. Il progetto comprende il nuovo terminal bus con 24 stalli di fermata (600mila euro), il parcheggio auto (500mila), la sistemazione di via Cairoli (un milione 300mila, appunto) e l’arrivo della ciclabile che corre lungo il Nottolini. Parte del problema è trovare i soldi necessari a realizzare i lavori.
Una mano potrebbe arrivare dal ministero dei Trasporti: nelle prossime settimane il dicastero di Graziano Delrio pubblicherà un bando a cui le amministrazioni locali possono partecipare per realizzare progetti di riqualificazione legati alla mobilità. «Il nostro obiettivo – spiega l’assessore Francesca Pierotti – è quello di presentare una serie di progetti che riguardano l’intera area di San Concordio. In pratica, operiamo sulla scia di quel che abbiamo fatto con San Vito e Sant’Anna nell’ambito dei “quartieri social”. I piani che stiamo preparando sono molti, ma il più importante riguarda l’ex scalo merci. Stiamo rivedendo la vecchia progettazione: le funzioni sono quelle già previste nel piano triennale delle opere pubbliche, ma sul dimensionamento delle strutture (ad esempio parcheggio a raso o multipiano, ndr) potrebbero esserci delle variazioni. Inoltre, siamo in trattativa con Ferrovie dello Stato per appianare alcune questioni». L’idea di realizzare un polo intermodale all’ex scalo merci, ceduto da Ferrovie al Comune nel 2011 per la cifra simbolica di un euro, è nell’aria da anni. Ma il Comune vuole concluderla per espiare anche le figuracce fatte col valzer del terminal bus: prima spostato da piazzale Verdi a piazzale Boccherini, poi portato al parcheggio Carducci e infine tornato al punto di partenza. «In via transitoria», si disse, in attesa del trasferimento definitivo all’ex scalo merci.
Ma il reperimento delle risorse è solo parte del problema. L’altra grana riguarda la trattativa in corso con Ferrovie dello Stato (vedi box). Il nodo è rappresentato dalla destinazione d’uso dell’area dello scalo che Fsi ha tenuto per sé (quella vicina al mercato di Pulia) allo scopo di venderla. Nel piano strutturale attualmente in discussione, la zona è indicata come area di rigenerazione: in pratica volumi zero. Si possono fare solo riqualificazioni. Una destinazione che la rende meno appetibile per eventuali acquirenti. Ma se Ferrovie non riuscirà a venderla entro il 2021, il Comune perderà la possibilità di acquistare a 1 euro la parte dello scalo su cui intende realizzare il polo.
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