Scompare a Lucca l’ultimo macchinista dei treni a vapore
La città piange Piero Benedetti, figura storica delle ferrovie In pensione, si occupava del dopolavoro. Oggi i funerali
LUCCA. È deceduto la mattina di venerdì 13 maggio Piero Benedetti, figura indimenticabile del mondo ferroviario lucchese.
Aveva superato i novanta anni ed era la più anziana memoria storica di una ferrovia che ora non c’è più, fatta ancora di poca tecnologia, in cui la sicurezza era garantita da rigide procedure, minuziosi regolamenti e dispacci tra “dirigenti movimento” e capo treno, ruolo ricoperto dal Benedetti sulle varie linee dell’intero compartimento, prima della meritata pensione.
Singolari i suoi racconti avventurosi sulla ferrovia ai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Piero fu assunto proprio durante l’entrata dell’Italia nel secondo conflitto mondiale. Nelle sue parole i ricordi di tempi duri, superati da un fortissimo senso di appartenenza alle Ferrovie dello Stato e da un forte affetto per la divisa.
Ricordava che i primi anni di conflitto non furono tormentati dal punto di vista ferroviario, ma le cose peggiorarono in Toscana dopo il 1943, con le distruzioni della Lucca – Pontedera (resa inagibile dalle bombe alleate e mai ricostruita, in cui il Benedetti aveva lavorato), i danni alla Lucca – Piazza al Serchio dopo il mitragliamento di Fornaci di Barga del giugno 1944 e la rottura dei ponti tra Pistoia e Lucca.
Binari e traverse che nell’immediato dopoguerra non costruirono soltanto gli operai dell’armamento ferroviario. «Tutti – era solito ricordare – al di là del nostro livello e del nostro ruolo nella ferrovia, ci chinammo a terra per dare il nostro contributo al ripristino del treno sui nostri binari. I treni per Pisa, Viareggio e Firenze, furono ripristinati in tempi record proprio grazie all’operato di tutti».
La carriera di capo treno lo ha visto a bordo di vaporiere, merci ed elettrotreni in servizio nelle prime linee elettrificate della zona (realizzate a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta), fino alle automotrici diesel che fino a poco tempo fa erano i principali convogli sulla Lucca – Aulla.
I treni a vapore su cui il Benedetti ha svolto la maggior parte della sua carriera andarono definitivamente in deposito nel 1977. Iscritto alla Cgil, raggiunta la pensione si impegnò attivamente nel Dopolavoro Ferroviario di Lucca, dove per un ventennio, fino al 2013, era considerato “l’uomo delle gite”.
Fino a quando la salute glielo ha consentito, Benedetti organizzava gite ricreative e culturali per i ferrovieri e per tutti gli iscritti al Dopolavoro, dove era attivo anche nella gestione delle squadre di calcio e di atletica, che a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta fecero incetta di successi in tutta Italia.
Nei colloqui con i lavoratori delle nuove generazioni, con le sue parole li invitava a lavorare con dedizione con uno sguardo sempre attento alla tutela dei diritti «che lo stato non deve pian piano rosicchiare».
Benedetti lascia la moglie e due figli. La salma partirà alle 15,10 dall’obitorio, i funerali si svolgeranno oggi presso la chiesa parrocchiale di San Concordio alle ore 15,30 e ferrovieri di ieri e di oggi non faranno mancare la loro presenza. «Anche se – come ricordava lo stesso Piero – i treni devono camminare anche sabato, domenica e festivi».
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