Il Tirreno

Lucca

Tensione alle stelle in Fi la frattura è insanabile

di Barbara Antoni
Tensione alle stelle in Fi la frattura è insanabile

Le due correnti vivono di vita propria, ognuno con i propri coordinatori Gli anti Marchetti: «L’ultima parola all’ufficio nazionale di presidenza del partito»

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LUCCA. È insanabile la frattura che si è consumata all’interno di Forza Italia della provincia di Lucca. Ormai ci sono due fazioni che vivono di vita propria, che hanno coordinatori propri, che si riuniscono e organizzano iniziative in modo indipendente. Una situazione stagnante: potrà darle un colpo di spugna solo il pronunciamento dell’ufficio nazionale di presidenza del partito di Berlusconi (di cui fanno parte, tra gli altri, i parlamentari Matteoli e Bergamini), interpellato - peraltro - dalla fazione che si riconosce come vera e legittima Forza Italia, quella precedente al commissariamento del direttivo provinciale di luglio 2015 disposto dall’allora neo coordinatore (tuttora in carica) Maurizio Marchetti.

Tra i “veri” militanti di Forza Italia ci sono gli “storici” (per appartenenza politica, non per età) Marco Martinelli, capogruppo di Fi a Lucca, e Gianluca Ghiglioni, coordinatore del partito a Lucca, destituito dopo i commissariamenti in tutti gli organismi comunali di Fi imposti ad aprile 2016 da Marchetti ma ancora in carica secondo la fazione opposta. Nei giorni scorsi il gruppo si è riunito all’hotel Guinigi in un incontro partecipatissimo, viene riportato «al quale hanno preso parte, oltre ai cento eletti e quadri dirigenti di Fi, già firmatari di una pubblica e forte presa di posizione, tanti altri esponenti. A giorni sarà diffuso un nutrito calendario di iniziative che andrà a coinvolgere ogni area territoriale e che avrà come traguardo una grande manifestazione di quanti, anche al di fuori dell’attiva militanza, vogliono salvaguardare valori quali democrazia, libertà, autodeterminazione, amicizia».

«Elementi tutti antitetici - proseguono i cento firmatari del documento contro Marchetti - rispetto alle manifestazioni d’intolleranza e supponenza che hanno caratterizzato i protagonisti di questo golpe da repubblica delle banane».

Il riferimento al doppio commissariamento di Marchetti è molto più che evidente. In particolare, viene contestato all’attuale coordinatore provinciale di Fi di avere dribblato senza scrupoli i passaggi statutari in caso di commissariamento: non è stata sentito come sarebbe stato previsto - secondo gli oppositori di Marchetti - il parere dell’ufficio nazionale di presidenza di Fi.

Una questione che non è solo di Lucca ma di tutta la provincia e di tutti i comuni della provincia in cui Fi è presente come forza politica. A cui si aggiunge la nota oltremodo polemica sulla campagna elettorale in vista delle amministrative del 5 giugno ad Altopascio: «Sui manifesti elettorali del candidato di centrodestra Francesco Fagni manca la sigla di Fi. Forse perché Marchetti ha paura della conta?».

Marchetti dal canto suo va avanti come un panzer. In vista del direttivo comunale convocato a Lucca il 5 maggio «abbiamo già spedito gli inviti - dichiara -. Attendo iscritti, simpatizzanti e quanti vogliano partecipare alle nostre idee. Aspetto cinquanta persone almeno e sono aperto alle proposte di tutti. C’è questo gruppetto che intende fare resistenza ma i suoi componenti hanno poca memoria storica: altrimenti vedrebbero a che livello hanno portato il partito. Preferiscono fare polemica invece che proposte, ma non mi interessa granché». Intanto Marchetti ha bloccato la nomina di un coordinatore di Fi a Lucca dopo aver sollevato Ghiglioni. «Non farò alcuna nomina - sentenzia -, l’incarico lo tengo per me».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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