Italia
Salvano una donna dal fiume premiati i due ragazzini-eroi
Gianni Brancoli e Gabriele Quilici, due studenti entrambi diciassettenni, sono stati ricevuti in questura Il questore vicario li ha ringraziati e ha rimarcato quanto sia importante la collaborazione dei cittadini
LUCCA. Non ci hanno pensato due volte: appena hanno sentito le urla disperate di una donna provenire dal greto del fiume Serchio si sono precipitati oltre quel muretto alto, oltre la vegetazione fitta. E ancora oltre. Perché Gianni e Gabriele sono andati anche al di là della pioggia e del buio: hanno percorso una ripida scarpata, sentivano il terreno melmoso scivolare sotto i loro piedi ma non si sono fermati. Poi finalmente l'hanno vista: parte del suo corpo era in acqua, tremava per il freddo. Si era aggrappata con tutte le sue forze al ramo di un albero e loro, Gianni Brancoli e Gabriele Quilici, diciassettenne anni per uno, studenti del Fermi rispettivamente di Vinchiana e Ciciana, con gli occhi vispi, i capelli alla moda e la passione per il parkour e il free running, erano arrivati in tempo: ce l'avevano fatta.
Un esempio di coraggio e altruismo che ieri in questura è stato elogiato dal vicario Stefano Buselli e dal capo delle Volanti della polizia, Davide Caldarozzi. I due ragazzi, accompagnati dai loro genitori, sono stati ricevuti nello studio del vice questore dove hanno raccontato i dettagli del salvataggio, con timidezza ma anche con un pizzico di soddisfazione. Ai due giovani, in cambio del loro gesto, sono stati anche regalati cappellini e portachiavi della polizia.
«Abbiamo sentito le urla della donna - ha detto Gianni Brancoli - ma pensavamo che arrivassero dall'altra parte del fiume invece lei era lì. Così ci è venuto spontaneo intervenire per tentare di aiutarla. Quando siamo arrivati giù abbiamo visto che era parecchio infreddolita quindi mi sono tolto la maglietta e gliel'ho data in modo che potesse coprirsi in attesa che arrivasse la polizia». Per i due ragazzi infatti mettere la donna in salvo, riportandola in cima alla scarpata, sarebbe stato impossibile senza l’aiuto di qualcun’altro.
Ma ripartiamo daccapo, ovvero da sabato pomeriggio quando alla centrale operativa della polizia arriva la segnalazione di una persona scomparsa. A farla sono i familiari, preoccupati per l’allontanamento della donna, sessantacinquenne, con qualche problema di salute. I familiari segnalano che la donna si era allontanata a bordo dell’auto senza fare ritorno a casa. Immediatamente viene attivata la procedura di ricerca delle persone scomparse. La squadra delle Volanti comincia a setacciare il territorio in cerca di qualche traccia che potesse condurli a lei: ma non è facile, il territorio è vasto e il maltempo non aiuta. Intorno alle 21.30 poi, alla centrale operativa arriva un’altra chiamata. Risponde l’operatrice Rosi Degli Innocenti, la stessa che aveva ricevuto la telefonata dei familiari della sessantacinquenne. Dall’altra parte della cornetta c’è il padre di uno dei due giovani il quale segnala che in via del Brennero a Vinchiana c’è un’auto: l’operatrice si rende conto dalla descrizione del mezzo che si tratta della stessa macchina e allerta subito i colleghi. Intanto Gianni e Gabriele hanno già scavalcato il muretto e raggiunto la donna: non resta che aspettare l’arrivo dei poliziotti per metterla in salvo.Sul posto arrivano due pattuglie composte da Roberto Ciampi, Tiziano Dovichi, Gabriele Antonini e Cristian Di Memmo che completano l’ottimo lavoro dei ragazzi. La donna viene affidata alle cure dei sanitari: è in ipotermia e sotto choc ma per fortuna non ha avuto conseguenze più gravi. «È stato uno splendido esempio di altruismo e coraggio - ha detto il vicario del questore, Stefano Buselli - questi due ragazzi sono stati messi alla prova e sono stati molto bravi». Buselli ha anche sottolineato quanto sia importante la collaborazione dei cittadini con le forze dell’ordine per la buona riuscita delle operazioni. Anche il prefetto, Giovanna Cagliostro, ha fatto i suoi complimenti ai ragazzi e ha espresso soddisfazione per l’esito positivo della vicenda.
I genitori dei due ragazzi hanno gli occhi commossi: «Abbiamo fatto un bel lavoro anche noi», dicono. E intanto pensano che forse per i due diciassettenni è giunto il momento di ricevere un regalo anche da parte loro.
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