Italia
Allegrini pelletteria apre un terzo negozio
Tra una quindicina di giorni l’inaugurazione in un fondo di via Beccheria
LUCCA. È un negozio silenzioso, che dal 1918 ha la sua sede storica in un palazzo del ’400, lì dove via del Moro incrocia via della Spada.
All’interno le borse sono esposte su una parete con le pietre a vista, il bancone non è cambiato e nemmeno i cassetti in legno laccati di giallo e verde: basta guardarli per essere catapultati nel passato, a quando lì, nel negozio Allegrini, le scarpe e le cinture si facevano ancora a mano.
Appese al soffitto con le travi a vista ci sono ancora i vecchi calchi usati per realizzare le calzature. L’odore che si respira è quello della pelle: giacche e portafogli ma anche bottoni, fibbie, lacci e altri accessori sostitutivi per scarpe e borse, spesso introvabili.
Una pelletteria che non ha misconosciuto la propria storia ma che nel presente ha saputo reinventarsi riuscendo a non abbandonare il made in Italy, tanto che tra una decina di giorni - dopo l’apertura di un altro punto vendita in via Buia avvenuta cinque anni fa - Filippo Allegrini, 37 anni, firmerà il suo triplete.
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È infatti ormai imminente l’inaugurazione di un suo terzo punto vendita nella centralissima via Beccheria, nel fondo fino a poco tempo fa occupato da un negozio di lampadari.
Una mosca bianca, potremmo azzardare, viste le difficoltà che sta attraversando il commercio storico lucchese, stritolato tra prezzi degli affitti in centro storico spesso inaccessibili e l’avanzata delle grosse catene.
Lo stesso Filippo Allegrini infatti, non nasconde che oggigiorno “lanciarsi” in una nuova apertura, non sia una decisione facile, che possa essere presa solo con l’istinto e col cuore ma anche con la testa.
«Quest’anno purtroppo - spiega Filippo Andreini - mi sembra che i turisti non siano ancora arrivati. Finora non abbiamo visto un gran movimento anche perché le gite organizzate portano poco in termini di clientela che poi di fatto non si limita a guardare ma acquista. Il problema è che i lucchesi vengono sempre meno a fare shopping in centro quindi abbiamo un bisogno estremo dei turisti. Abbiamo deciso di aprire un nuovo punto vendita per avere un affaccio ancora più centrale rispetto a questo che rimarrà comunque il nostro più grande, la sede storica. Massimo tra due settimane apriremo in via Beccheria che si trova in una posizione ottima perché è vicina sia a piazza San Michele che a piazza Napoleone. Non è un fondo molto grande, saranno al massimo 25 metri quadri ma per la nostra merce va più che bene. In più noi abbiamo la fortuna di lavorare con ditte che nel tempo si sono ingrandite e continueremo a proporre gli stessi prodotti puntando sul made in Italy. Lavoriamo anche con alcune aziende toscane ma purtroppo pure loro hanno pagato e stanno ancora pagando gli effetti della crisi».
Filippo Allegrini però fa anche un’analisi di quelle che sono le condizioni di salute del commercio storico lucchese, e di quali siano le difficoltà soprattutto di tipo economico che sta incontrando soprattutto in quest’ultimo periodo.
«All’inizio avevo avuto l’idea di prendere un fondo in via Fillungo - spiega Allegrini - ho cominciato a fare delle ricerche ma mi sono scontrato con i prezzi degli affitti a dir poco inaccessibili. Eppure tra commercianti si dovrebbe sapere quali sono le possibilità medie di ognuno ma evidentemente non tutti ragionano facendo il cosiddetto conto della serva. Mi chiedo chi sia in grado di poter sostenere simili spese ma evidentemente qualcuno c’è altrimenti avrebbero già abbassato i prezzi. Penso che sia anche difficile intervenire visto che queste sono trattative tra privati. Comunque sono soddisfatto anche del locale che ho trovato in via Beccheria dove c’è da fare solo qualche piccolo lavoretto e poi saremo pronti ad aprire il nostro terzo punto vendita».
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