Il Tirreno

Lucca

Gas, «la gara non si deve fare lavoratori troppo penalizzati»

di GIanni Parrini
Gas, «la gara non si deve fare lavoratori troppo penalizzati»

Nel seminario del Movimento 5 Stelle illustrati rischi e opportunità relativi all’affidamento della rete Gravaghi: «I dipendenti delle ex municipalizzate pagano a livello previdenziale il passaggio al privato»

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Questa gara non s’ha da fare. Ci vorrebbe un romanzo voluminoso quanto i Promessi sposi per raccontare cosa si muove intorno alla partita per la gestione della rete del gas. E la trama non sarebbe meno fitta di intrecci e colpi di scena, visto che su questa materia si sono susseguiti circa 800 interventi legislativi a partire dal decreto Letta (Dlg 164/2000). Roba che neppure l’azzeccagarbugli manzoniano sarebbe capace di padroneggiare.

Un quadro generale di quel che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) succedere si è avuto ieri, nel corso del seminario organizzato dal Movimento 5 Stelle a palazzo Ducale. "Ruolo dei Comuni nelle gare di Atem (ambiti territoriali di distribuzione del gas", questo il titolo dell’iniziativa in cui la parte del narratore è stata assunta da Giulio Gravaghi, amministratore unico di Sciara srl, esperto della materia nonché membro della commissione servizi pubblici locali dell’Anci. All’incontro inizialmente ha partecipato anche il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, ma è stato proprio il lungo e dettagliato intervento di Gravaghi a fornire motivi di spunto e riflessione agli amministratori lucchesi, chiamati (come città capoluogo), a fare da stazione appaltante per la gara di affidamento della rete di distribuzione del gas.

Tra le notizie più interessanti emerse nel corso del confronto, c’è probabilmente il fatto che la tanto attesa gara per l’affidamento della rete (l’ultima scadenza è fissata a ottobre 2016), non si farà. «Sono diverse le ragioni che osteggiano l’affidamento – spiega Gravaghi – Prima tra tutte quella legata al futuro dei lavoratori, su cui la Regione Toscana ha preso una posizione chiara e netta. I dipendenti delle società ex municipalizzate che gestiscono attualmente la rete dovrebbero essere assunti dai futuri nuovi gestori e il loro inquadramento cambierebbe: da dipendenti pubblici passerebbero a privati. Ma con le novità introdotte dal Jobs act rischiano delle forti penalizzazioni a livello previdenziale». I sindacati sono in subbuglio e alcuni Comuni, ad esempio Livorno, hanno cercato di aggirare le nuove normative renziane con il capitolato di gara. Ma a meno che non ci sia un intervento normativo di carattere nazionale che affronta la questione, si tratta di palliativi. A Lucca i dipendenti di Gesam coinvolti da questa manovra sono una cinquantina.

Ma le questioni affrontate sono state anche altre: dai piani programmatici che ogni Comune deve presentare per individuare le aree in cui si prevede di portare la rete nel corso dei prossimi 12 anni, alle questioni relative ai rimborsi una tantum a copertura delle spese istruttorie. All’incontro erano presenti anche l’assessore Enrico Cecchetti e l’amministratore unico di Lucca Holding Andrea Bortoli, l’uomo che ha sta portando avanti la famosa scissione asimmetrica, l’operazione che dovrebbe spacchettare Gesam spa, per creare una società in grado di partecipare alla gara per l’affidamento della rete. Su questo è intervenuta la capogruppo del Movimento 5 Stelle Maria Laura Giorgi: «In Italia le gare del gas valgono circa 23 miliardi di euro. Un bel "bottino" e un bel "casino", scusate il francesismo, visto che ci sono stati 800 interventi legislativi a partire dal decreto Letta. Sono partiti ricercando la concorrenza per ottenere un miglioramento del servizio ed una riduzione dei costi per i cittadini, ma in realtà se continua così avremo costi più alti e servizio peggiore. Salviamo almeno l'interesse del Comune e non facciamo la scissione asimmetrica che non ha alcun senso. Ci sono due soluzioni: o il Comune partecipa in proprio alla gara e ottiene i soldi necessari per l’operazione mettendo a garanzia la rete (la Fondazione potrebbe finanziare un simile intervento visto che il capitale investito nel gas rende il 6,1%); oppure vendiamo tutto a Toscana Energia ma alle nostre condizioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web