Il Tirreno

Lucca

Le potature fanno infuriare i negozianti

Le potature fanno infuriare i negozianti

«Con piazza Napoleone chiusa abbiamo avuto danni economici». Possibile una causa legale contro il Comune

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Le potature degli alberi monumentali di piazza Napoleone fanno arrabbiare i commercianti. Che parlano addirittura di una causa di risarcimento danni da presentare al giudice nei confronti del Comune di Lucca.

I lavori erano stati annunciati da tempo, e nella giornata di lunedì e di ieri gli operai della cooperativa “La Versiliana” hanno puntualmente lavorato per sfoltire le chiome. Solo che tutto questo ha fatto trasalire e infuriare la Federazione pubblici esercizi (Fiepet) di Confesercenti. Secondo la quale la due-giorni di potature dei platani ha creato un notevole danno economico ai commercianti della zona.

«Le potature - spiega la Fiepet - non possono essere effettuate con la stagione turistica ormai iniziata. Alcuni degli esercizi commerciali, infatti, sono rimasti chiusi nella giornata di ieri e di oggi, a causa dei lavori che di fatto non hanno consentito il normale svolgimento dell'attività professionale. Questo ha creato per noi un grave problema dal punto di vista economico, dal momento che l'attività è rimasta forzatamente chiusa, pur avendo provveduto al pagamento del suolo pubblico». Molti dei locali che si trovano sui due lati “commerciali” della piazza, infatti, hanno numerosi tavolini all’aperto.

«Tutto ciò, tra l'altro - rincara la dose Confesercenti - è accaduto senza che l'attività venisse preventivamente concordata con la categoria, che avrebbe suggerito sicuramente un altro periodo dell'anno per l'effettuazione del lavoro».

Secondo i commercianti, tutta l’operazione avrebbe dovuto seguire iter e tempistiche diverse.

«Potature di questo genere - spiega infatti Fiepet - possono essere ben svolte ad esempio nel mese di febbraio, quando non è ancora ripresa la stagione turistica e le attività operano ancora a regime ridotto. Tali tipi di potature, inoltre, non dovrebbero effettuarsi in primavera, per importanti motivi botanici e biologici, perché possono arrecare grave danno alle piante».

Tutto questo come premessa a una conclusione che porta Confesercenti in diretta linea di collisione con palazzo Orsetti: «Stiamo valutando se sarà opportuno procedere contro l'Amministrazione, in considerazione del danno economico subito. Con rammarico, ancora una volta, prendiamo atto della forte disattenzione di questa Amministrazione nei confronti della nostra categoria».

A completezza della ricostruzione, bisogna ricordare che le operazioni di potatura erano iniziate già a fine marzo. In particolare, il 29 di quel mese erano stati potati i platani della parte sud (quella di fronte all’Istituto d’arte Passaglia) e il 30 era stato abbattuto un albero di fronte al ristorante dell’Hotel Universo.

Poi i lavori si erano interrotti perché sul lato nord della piazza era in corso un mercatino e quindi non si poteva procedere per ragioni di sicurezza.

Questo rinvio aveva costretto l’Opera delle Mura a richiedere una deroga alla Regione per proseguire con le potature oltre il 31 marzo, data limite secondo la normativa vigente. Deroga poi arrivata, anche se l’Opera aveva anche un piano “B”: terminare i lavori a novembre. Come forse, a cose fatte, i commercianti avrebbero preferito. (l.c.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera