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Lucca

Bufera sulle Torri storiche «Lavoratore lasciato a casa»

Bufera sulle Torri storiche «Lavoratore lasciato a casa»

La Cgil denuncia il caso di un dipendente non passato alla nuova gestione «Colpa della poca informazione sul bando di gara, intervenga il sindaco»

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LUCCA. Bufera sindacale sull gestione delle Torri storiche. A sollevarla è la Filcams-Cgil, che lamenta come un lavoratore non sia stato riassorbito dalla cooperativa che si è aggiudicata l’appalto per la gestione bandito dall’Opera delle Mura, subentrando, il 30 novembre scorso alla cooperativa Linketto, che da disversi anni gestiva la Torre Guinigi e la Torre delle Ore.

«La coop Linketto - spiega Massimo Dinelli della Filcams - ha licenziato il lavoratore come avviene di solito nei cambi di appalto del settore multiservizi quando c’è una aggiudicazione ad un’altra impresa, la quale però è obbligata grazie alla clausola sociale prevista nell'articolo 4 del contratto nazionale di categoria applicato, ad assumere il personale che da almeno quello mesi si trova ad operare in quel determinato cantiere». È quello a cui la nuova aggiudicataria (La Temp di Pisa) secondo il sindacato «non ha voluto adempiere, lasciando di fatto ormai da oltre qauttro mesi il lavoratore in stato di disoccupazione, ritenendosi esonerata dall'obbligo di assumerlo, in quanto non avrebbe il requisito necessario previsto dal nuovo bando: cioè la conoscenza certificata di almeno due lingue straniere oltre all'italiano, tra l'inglese (ma il dipendente ha preso il diploma B2) il francese, il tedesco e lo spagnolo».Un’intenzione che avrebbe dichiarato «formalmente attraverso la Coonfcooperative Toscana Sud cui evidentemente soltanto adesso ha conferito mandato (visto che non ha mai partecipato agli incontri sia presso la Direzione territoriale del lavoro che in sede sindacale) con una lettera recapitataci qualche giorno fa dalla stessa associazione, dove viene evidenziata l'assoluta indisponibilità all'assunzione del lavoratore e la legittimità dell'operato della Temp, chiudendo di fatto quello che sembrava un percorso di negoziazione utile a formulare una proposta allo stesso ed esaurire la controversia bonariamente».Proprio questo metodo non va giù alla Cgil: «Indipendentemente dalla legittimità delle scelte aziendali, non si gioca con la vita delle persone, e non è corretto nei confronti del sindacato che rappresenta il lavoratore, aver simulato per mesi un percorso negoziale, soltanto per prendere tempo, senza aver mai avanzato una proposta concreta al lavoratore anche alternativa magari, ma sappiano che per noi la partita non è ancora finita. Infatti, preso atto della scelta della Temp, stiano certi che tuteleremo in tutti i modi Arjan, il lavoratore albanese protagonista di questa triste vicenda: ci siamo già attivati coi nostri legali per depositare ricorso al giudice del lavoro, ma non rinunciamo comunque a chiedere anche l'intervento immediato della committenza e dell'amministrazione comunale, che comunque indirettamente hanno la loro responsabilità, perché non si devono ignorare le ricadute negative che certe scelte producono sui lavoratori, sopratutto se questi non vengono adeguatamente informati per tempo, cosa che se fosse avvenuta avrebbe dato la possibilità ai lavoratori impiegati nell'appalto di potersi attivare ed iscriversi presso istituti scolastici di lingue all'occasione anche a proprie spese, pur di mantenere il posto del lavoro. Un’amministrazione di centrosinistra che rivendica da sempre l'attenzione al sociale come proprio cavallo di battaglia, non può non tener conto del disagio dei lavoratori: qui non si tratta di un licenziato da azienda fallita per colpa della crisi, il lavoro in questo caso c'è , non permettiamo che venga tolto a chi ne è titolare».

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