Il Tirreno

Lucca

Mugnai tira le orecchie ai duellanti di Forza Italia

di Barbara Antoni

Il coordinatore regionale del partito è stufo delle polemiche che lo dividono sul territorio provinciale. Il monito: «L’unità interna è la prima carta vincente»

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LUCCA. In linguaggio politicamente corretto, arriva una bella tirata d’orecchie ai “duellanti” di Forza Italia. Gli uni schierati con il coordinatore provinciale (nonché sindaco di Altopascio) Maurizio Marchetti - quelli che vogliono rinnovare il partito, riportarlo fra la gente -, gli altri con una nutrita schiera di numeri uno nei propri territori messi in secondo piano dal nuovo assetto del partito, indignati per l’arroganza dei nuovi dirigenti e capeggiati, tra gli altri, dall’ex coordinatore provinciale Giovanni Santini e dal capogruppo di Fi a Lucca Marco Martinelli: quelli che hanno raccolto le cento firme di protesta.

La strigliata arriva da una figura che conta nel partito, il coordinatore regionale nonché capogruppo di Fi in consiglio regionale Stefano Mugnai.

Cosa ne pensa Mugnai del duello in corso, della resa dei conti che avrà una fase acuta nel direttivo provinciale convocato da Marchetti il 21 aprile al Principe di Piemonte a Viareggio? La risposta è pronta e chiara.

«Il nostro partito - spiega Mugnai - storicamente è stato caratterizzato da una forte dialettica interna, del tutto fisiologica. Ma c’è un punto oltre il quale non si può andare. In questo momento - aggiunge - il centrodestra in Toscana è vincente, ma deve dimostrare grande unità, in particolare avvicinandosi a scadenze amministrative importanti, in questa primavera e nel 2017, quando si andrà a votare anche a Lucca, il comune capoluogo».

Motivo per cui, aggiunge Mugnai, «tutti gli attori devono concentrarsi su un pensiero di unione. Si discute e si litiga sulla linea programmatica, sull’unità del partito non si discute. Vorrei - sottolinea - che ci si fermasse a riflettere, che si abbassassero i toni e ci si confrontasse. Gli appuntamenti che ci aspettano sono importanti e sarebbe un errore capitale arrivarci divisi. Occorre capire, piuttosto, che ci sono opportunità da cogliere».

L’analisi di Mugnai continua andando a guardare gli scenari politici sul panorama toscano. «Non è più come prima - considera - quando partivamo svantaggiati. Adesso ci sono tre poli che si affrontano, c’è il Movimento 5 Stelle, nascono liste formate da dissidenti che risultano vincenti: il caso di Viareggio è esemplare in questo senso».

Negli spazi che rimangono liberi dalle appartenenze politiche tradizionali Mugnai vede in sostanza spazi anche di affermazione del centrodestra, se però il centrodestra li saprà conquistare unito.

La sintesi del suo ragionamento è questa. E qui arriva l’ulteriore scrollata nei confronti di quanti, sul territorio provinciale di Lucca, non certo uno qualsiasi per la storia del centrodestra, invece di pensare all’unità si scontrano a viso aperto, partendo anche - come riportato dalle testimonianze raccolte sulle nostre cronache di ieri, dalla rabbia di Marchetti al risentimento di Michele Giannini per evidenziarne alcune - da motivi molto personali.

«La sintesi del centrodestra - conclude Mugnai la sua analisi - parte dalla sintesi di Forza Italia. È bene ricordarlo, tenerlo molto presente: noi oggi abbiamo questa responsabilità addosso».

Chi vuol avere orecchie intenda. Il coordinatore regionale sembra proprio voler bandire i personalismi nel partito. Altrimenti la disfatta potrebbe essere davvero dietro l’angolo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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