All’ex Borella 35 case per le forze dell’ordine o per l’edilizia popolare
Lucca: il Comune ha pronta la variante per l’oleificio all’Arancio. Un centro direzionale all’ex caserma della Guardia di finanza
LUCCA. Trentacinque-quaranta appartamenti. Da destinare, innanzitutto, ai dipendenti delle forze dell’ordine. Ma con un piano B: non dovesse andare in porto questa operazione, all’ex oleificio Borella potrebbero arrivare case popolari.
Il Comune sta provando a “forzare” su uno dei grandi scheletri (e altrettanto grandi vergogne) della primissima periferia. È già stata approntata una variante che cambierà la destinazione d’uso da industriale a residenziale.
«L’ipotesi principale - spiega l’assessore al patrimonio Antonio Sichi - rimane quella delle case per le forze dell’ordine». Il Comune, infatti, potrebbe beneficiare di un vecchissimo contributo di 25 anni fa erogato proprio a questo scopo e rimesso in circolo con un recente “Milleproroghe”. A Lucca finirebbero i quattro milioni originariamente destinati a Pietrasanta, ma poi non utilizzati.
«Noi - continua Sichi - abbiamo fatto tutte le procedure in quella direzione. E nello stesso tempo abbiamo approntato la variante, che è necessaria. Se poi non dovesse andare a buon fine il piano con le forze dell’ordine, abbiamo già pronto un progetto che prevede il recupero dei volumni dell’ex oleficio con la realizzazione di 35-40 case popolari».
Questo progetto potrebbe essere presentato in tempi brevi alla Regione per ottenere un finanziamento: «Siamo favoriti dal fatto - specifica l’assessore - che viene privilegiato il recupero dell’esistente».
Anche nel caso che si realizzassero le case per forze dell’ordine, comunque, non è detto che gli appartamenti non entrino nel “circuito” degli alloggi Erp: la procedura prevede infatti che venga fatto un bando con determinati requisiti per le forze dell’ordine. Se poi coloro che hanno diritto a entrare sono meno del numero complessivo degli appartamenti, le case restanti vengono assegnate sulla base delle graduatorie “ordinarie” per gli alloggi popolari.
Di pari passo con la variante dell’ex Borella va anche quella dell’ex Guardia di finanza davanti a porta San Pietro.
In questo caso lo scopo è passare dalla destinazione a uffici pubblici a quella direzionale, aperta anche agli uffici privati.
«La posizione - spiega Sichi - è ideale come sede di importanti realtà della nostra provincia. Non appena avremo finito il percorso della variante, inseriremo l’ex caserma nel piano delle alienazioni. L’iter è semplificato ed è stata esclusa la Valutazione ambientale strategica: contiamo quindi di portare a termine entrambe le pratiche entro la fine di quest’anno».
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