Italia
Turbativa d’asta Polo fiere assolto Alessandro Dianda
Bocciate le accuse sull’allestimento dell’aula per la strage di Viareggio L’ex direttore soddisfatto: «Dopo tre anni da incubo, oggi mi sento rinascere»
LUCCA. Polo Fiere, Alessandro Dianda prosciolto dalle accuse: «È la fine di un incubo». Ieri mattina, al tribunale di Lucca, si è tenuta l’udienza preliminare per decidere sul rinvio a giudizio dell’ex direttore generale della Lucca Polo Fiere. Dianda era accusato di turbativa d’asta e truffa aggravata in relazione all’allestimento dell’aula giudiziaria all’ex Bertolli di Sorbano per l’incidente probatorio sulla strage di Viareggio. Il fascicolo era nelle mani procuratore facente funzione Fabio Origlio, che aveva chiesto il rinvio a giudizio.
Dopo aver esaminato il caso, il giudice Silvia Mugnaini ha deciso in favore della difesa: non luogo a procedere per l’accusa di turbativa d’asta e archiviazione per l’accusa di truffa aggravata, dato che il fatto non sussiste. Un esito che rende felice Dianda e il suo avvocato, il legale Sandro Guerra: «Oggi sono sereno – spiega l’ex direttore generale – Mi aspettavo di essere assolto e sono contento di aver avuto ragione. In 25 giorni sono riuscito a realizzare quello che lo stesso tribunale ha definito “un piccolo miracolo”. Nei miei confronti c’è stata un'attenzione particolare, soprattutto da parte dell’attuale sindaco di Lucca, all’epoca capo dell’opposizione. Una questione politica si è trasformata in una diatriba personale e io ne ho fatto le spese. Oggi sono finalmente sereno: dopo aver vissuto tre anni da incubo, per me è come rinascere».
La vicenda prese avvio da un’indagine affidata al nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza. Secondo la procura l’ex direttore generale invece di indire una procedura di evidenza pubblica avrebbe concordato l’appalto con un «fornitore di fiducia»: il titolare della ditta «Light & Sound». Non solo. Sempre stando all’accusa l’ex dg di Lucca Polo Fiere e Tecnologia Spa avrebbe comprato il materiale per allestire l’aula giudiziaria (tavoli, sedie, microfoni, cablaggi, cavi, ecc.) per un importo di alcune centinaia di migliaia di euro facendo pagare quella somma al Comune di Lucca. Tutte ipotesi di reato rispedite al mittente dall’udienza di ieri.
Soddisfatto anche l’avvocato Guerra, difensore di Dianda. «Siamo partiti da una situazione difficile, basti pensare che l’altro imputato (Raffaele Di Lernia, amministratore di fatto della ditta «Light & Sound Technical Service) aveva patteggiato tre mesi. In realtà quando siamo andati a vedere le carte dell’indagine è subito emerso che le accuse erano insussistenti. L’idea che al Polo Fiere, una spa, si debbano applicare le regole sugli appalti pubblici e non quelle del diritto privato è stata bocciata».
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