Mologno, giù tre cedri alla chiesa. Rfi: pericolosi per la ferrovia
Sconcerto fra gli abitanti della frazione per il “blitz” avvenuto fra giovedì e venerdì. E ora a rischiare è anche la pianta che si trova nella piazza della stazione, simbolo del paese
BARGA. I tre maestosi cedri nel giardino antistante la chiesa, sono tagliati per motivi di sicurezza. E un altro, la pianta storica nella piazza del paese, presto potrebbe fare la stessa fine. Nel giro di due giorni, il paesaggio della frazione di Mologno, dove c’è la stazione di Barga-Gallicano, ha letteralmente cambiato volto.
Colpa delle rigide direttive di una norma risalente al 1980 (che disciplina dettagliatamente le condizioni di sicurezza per il trasporto ferroviario) e che, dopo gli ultimi accadimenti avvenuti sulla linea Lucca - Aulla, è stata ripresa e rispettata integralmente.
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Giovedì mattina, i molognesi e le centinaia di pendolari che utilizzano la baricentrica stazione sul fondovalle barghigiano, hanno trovato squadre di operai intenti a tagliare i due pini e l'abete che da oltre un secolo riempivano il giardinetto antistante il sottopasso. I tre arbusti, che versavano in buone condizioni di salute, sono stati “imbracati” e poi mano mano spogliati di rami e del tronco, per un'operazione durata due giorni, e che si è conclusa solo venerdì. Stupore e rabbia, gli stati d'animo tra la gente, che usava quel giardino come luogo di sosta e ristoro. Il terreno, come tutta l'area dell’ex deposito delle ferrovie trasformato in luogo di culto nei primi anni del nuovo millennio grazie all'interessamento dell'allora consigliere provinciale Arturo Nardini, è di proprietà del gruppo Ferrovie dello Stato. L'azienda ha deciso di applicare alla lettera il Dpr 753/80 per evitare incresciosi e pericolosi incidenti come quello avvenuto a gennaio tra Diecimo e Piaggione, quando un albero cadde sui binari, mettendo in crisi la circolazione e la sicurezza dei viaggiatori. Testualmente, il provvedimento che disciplina le regole del trasporto ferroviario, specifica che «gli alberi per i quali è previsto il raggiungimento di un'altezza massima superiore a quattro metri, non potranno essere piantati ad una distanza dalla più vicina rotaia minore della misura dell'altezza massima raggiungibile, aumentata di due metri».
Siccome lungo i tracciati delle ferrovie è vietato far crescere piante o siepi ed erigere muriccioli di cinta, steccati o recinzioni in genere ad una distanza minore di sei metri dalla più vicina rotaia, in caso di caduta di tronchi, lì a Mologno non sarebbero state rispettate le condizioni di sicurezza. Il cedro secolare in piazza della Stazione, quindi, è a rischio, perché in casi di eventuali calamità potrebbe cascare sul fabbricato della stazione o nei terreni di Villa Caproni. Dunque, a breve le motoseghe potrebbero rimbombare di nuovo, abbattendo il simbolo del paese ammirato su tante cartoline. A meno che, il Comune non certifichi che si tratta di un albero da preservare per la sua storia e le caratteristiche.
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