Il Tirreno

Lucca

Allarme rapine, negozianti sgomenti: «Siamo abbandonati, ci difenderemo da soli»

di Gianni Parrini
Pierangelo Giannechini, 71 anni, titolare della tabaccheria di borgo Giannotti
◗
Pierangelo Giannechini, 71 anni, titolare della tabaccheria di borgo Giannotti

Sette colpi in una settimana, molti opera della stessa banda I commercianti: «Prendiamo la sicurezza privata»

4 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Colpiscono tra le 19 e le 20, quando gli esercizi commerciali si svuotano e all’interno rimane solo una persona. Meglio se donna o anziano. Sono in due, vanno e vengono in meno di un minuto e non lasciano tracce. A volto coperto e con una pistola in pugno si fanno consegnare dalle vittime il denaro presente in cassa: qualche centinaio di euro, niente di più.

Le indagini. È il modus operandi della “banda dell’ultima ora”, quella che colpisce gli esercizi commerciali sul far della sera, poco prima che le saracinesche si abbassino. In questa settimana caratterizzata da ben sette rapine ai danni di negozianti o dipendenti, più della metà è (probabilmente) opera della stessa mano. O almeno questo pensano le forze dell’ordine che stanno indagando. Sulle tracce dei rapinatori si muovono gli investigatori della squadra mobile dalla questura, diretti dal commissario capo Silvia Cascino, e i militari del nucleo investigativo dei carabinieri, guidati dal capitano Paolo Floris e dal maggiore Dario Anfuso. Al momento le forze dell’ordine non hanno molti elementi: le testimonianze delle vittime e poco più. Del resto i criminali erano a volto coperto. Nei prossimi giorni verranno esaminati i filmati delle zone limitrofe a quelle in cui sono stati effettuati i colpi. Si cercano indizi utili.

I colpi. In particolare, sembrano opera della stessa coppia di malviventi le rapine messe a segno alla Bottega del pane di Capannori, al panificio “Ester e Giuseppe”, al bar “L’aperitivo” dell’Arancio, all’alimentari sulla via Romana a Porcari e forse anche quella al distributore “Esso” su via di Tiglio. Del tutto diversi per numero dei soggetti coinvolti e modalità i colpi messi a segno alla tabaccheria di Borgo Giannotti e la rapina (quasi più un furto con destrezza) messa a segno ai danni di un dipendente del ristorante “L’Imbuto”, che stava andando al parcheggio.

Le vittime. Una o più bande poco importa. Di certo una serie così ravvicinata di episodi lascia perplessi i cittadini e allarma i commercianti, timorosi di fronte alla possibilità di finire la giornata con una pistola puntata alla testa. «Siamo sgomenti – spiega Pierangelo Giannecchini, 71 anni, il tabaccaio di borgo Giannotti aggredito da tre uomini all’uscita dal negozio – Se le istituzioni non fanno niente, dovremo pensare a difenderci da soli. Come? Faccia lei. La sorveglianza privata è un’ipotesi e ne abbiamo parlato tante volte con i commercianti di questa strada. E poi le dico, il porto d’armi ce l’ho, ma non vorrei arrivare ad usarlo. Di certo se nessuno interviene qualcosa faremo. E questa amministrazione comunale ha le sue responsabilità. Le faccio un esempio: le corti interne del borgo Giannotti sono state lasciate al buio e non si sa mai chi ci sia ad aspettarti dietro l’angolo. Per quanto mi riguarda, dopo il fatto di venerdì scorso ho deciso di chiudere l’attività una mezz’ora prima e di tornare a casa assieme a mia figlia». Certo, dover chiudere in anticipo per paura dei ladri è un po’ come arrendersi alla criminalità, ma i commercianti non sanno cos’altro fare.

Anche Salvatore Costa, 76 anni, titolare del bar “L’aperitivo” al Turchetto, ha avuto un vis-à-vis con i rapinatori. «Era un tipo piuttosto robusto e alto – racconta – Aveva il volto coperto e non saprei riconoscerlo. Italiano? Mah, ormai tutti parlano l’italiano. L’idea di prendere un’altra persona per fare in due chiusura è interessante, ma le faccio una domanda: me la paga lo Stato? Perché se è così ci sto, altrimenti no. Preferisco prendermi una rapina una volta ogni morte di Papa, tanto non si può fare altro. Chi dovrebbe difenderci purtroppo non lo fa».

Vittime delle rapine sono in gran parte donne: 4 su 7. Tra loro c’è la 28enne Simona Trina, che lavora come dipendente all’alimentari “Ester e Giuseppe” sulla via di Tiglio. «Certo che sono tornata al lavoro – dice al telefono – Non possiamo lasciarci intimorire da questi episodi. Quanti erano i ladri? Io ne ho visto uno, ma può darsi che fuori ci fosse un complice ad attenderlo. Mi pareva italiano ma di più non saprei dire. Le forze dell’ordine stanno lavorando: fanno il possibile per i mezzi che hanno a disposizione. Purtroppo è lo Stato che non ci tutela».

@Parrini77

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web