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L’Asl: al San Luca non ritorneranno i vecchi reparti

L’Asl: al San Luca non ritorneranno i vecchi reparti

Coccioli smentisce l’istituzione di ortopedia e chirurgia «Ci sono solo posti legati in “prevalenza” a una specialità»

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LUCCA. Non ci sarà alcun “passo indietro” sul modello organizzativo per “intensità di cura”, che la Asl di Lucca ha adottato già da anni, su direttiva della Regione e che, comunque, ha creato un bel po’ di malumore nel personale sanitario. E, quindi, al San Luca, non sono destinati a ritornare i vecchi reparti.

La precisazione dell’Asl Toscana Nord, dopo alcune notizie in merito al ripristino di ortopedia e chirurgia, arriva tramite il direttore dell'ospedale “San Luca” di Lucca Sergio Coccioli: «L’ospedale per intensità di cure è una struttura flessibile, senza muri tra reparti e tra funzioni. Questo modello rappresenta un valore aggiunto, come hanno evidenziato nei mesi scorsi anche i nostri professionisti. Con la nuova organizzazione per aree multispecialistiche la gestione dei ricoveri (sia programmati che urgenti) permette di utilizzare i posti letto in maniera più razionale e senza sprechi, e di mettere assieme per quanto possibile gli spazi, la logistica e le risorse umane».

Secondo Coccioli, questa non è una soluzione che riguarda soltanto Lucca: «Si tratta di un modello organizzativo sempre più diffuso a livello regionale. Infatti, tutte le nuove costruzioni di presidi ospedalieri si basano anche strutturalmente su tale modello. Esso migliora la presa in carico del paziente (con le figure del medico tutor e dell'infermiere referente), ponendolo al centro del modello e porta ad un'ottimizzazione delle risorse evitandone sprechi; quindi, non rappresenta un limite ma un'opportunità, anche se c'è ancora bisogno di tempo perché il cambiamento nel modo di lavorare dei professionisti è stato profondo».

Tra l'altro, continua Coccioli, «la normativa regionale già prevedeva tale organizzazione nella legge 40 del 2005, ed in tal senso siamo in linea con quanto indicato dagli ultimi standard regionali relativamente alla dotazione di posti letto per acuti delle ex Aziende Sanitarie dell'Area Vasta Nord Ovest. Per quanto riguarda nello specifico l'area chirurgica, c'è da precisare che non c'è alcun ritorno ai vecchi reparti. Nel modello organizzativo per intensità di cura è infatti insito il concetto di “prevalenza”. Cioè, non esistono reparti ma setting multispecialistici: in ogni setting sono ricoverati pazienti legati prevalentemente ad una specialità ma possono essere accolti anche pazienti con altre problematiche, evitando che rimangano in attesa che il posto letto si liberi nel “reparto” di pertinenza (come avveniva nel modello precedente) occupando subito il primo posto letto disponibile».

Coccioli ricorda che «questo avviene, dal momento dell'apertura dell'ospedale, sia nell’area medica multispecialistica che in quella chirurgica, e sia nel livello di intensità 2 (degenze ordinarie) che nel livello 1 (terapia intensiva e subintensiva)».

Secondo il direttore dell’ospedale di San Filippo, «Grazie al nuovo modello, complessivamente i nostri professionisti interagiscono in maniera proficua e collaborano sempre di più tra di loro, a tutto vantaggio dei pazienti. Certo, qualsiasi modifica che richieda un diverso atteggiamento richiede tempo per essere accettata dal personale, ma lavoriamo quotidianamente tutti insieme per migliorare l'organizzazione del lavoro, che per questo è oggetto di valutazione continua».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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